(ri)partire dalla cultura per progettare un futuro sostenibile

In Germania la cultura è stata sempre nei pensieri dei governanti e Ursula Von Der Layen, da buona tedesca, si dimostra in grado di ereditare questa tradizione nel migliore dei modi. Il 2021 inizia con la presentazione di un ambizioso progetto all’insegna del cambiamento e diretto verso obiettivi che, se perseguiti con accuratezza e determinazione, avranno come risultato il rinnovamento dell’unione europea come oggi la conosciamo.

La novità, presentata dal presidente della Commissione europea, consiste nell’annuncio del progetto New European Bauhaus. Questa iniziativa si inserisce nella più ampia realizzazione dello European Green Deal, finalizzato alla neutralità climatica che l’Unione Europea dovrebbe raggiungere entro il 2050, garantendo, in tale maniera, il primato mondiale per la più importante conversione ad una realtà ecosostenibile. Lo European Green Deal si pone come obiettivo la riduzione dei gas serra e dell’inquinamento, prerequisito fondamentale per favorire la biodiversità.

Il New European Bauhaus è un progetto fondato sulla creatività multidisciplinare e per la sua realizzazione si è aperta la call alla partecipazione di tutte le menti creative appartenenti alla Comunità europea. Architetti, designer e artisti saranno i motori del cambiamento. Il Premio New European Bauhaus apre le porte a tutte le idee in grado di far immaginare un futuro improntato sulla sostenibilità, attento agli sprechi e lontano dalle cattive abitudini che danneggiano l’intero pianeta. La prima fase del progetto ha già preso il via e la realizzazione dei progetti di maggiore interesse, secondo i programmi, dovranno vedere il proprio inizio già dalla prossima stagione estiva.

L’idea originale è quella di rintracciare attraverso la cultura e le iniziative permeate di creatività una chiave per lo storytelling del Green Deal, affinché questo non rimanga un progetto incapace di uscire dalle stanze del parlamento europeo ma in grado di radicarsi nella mentalità dei popoli facenti parte dell’UE. Lo stimolo alla visione di un progresso sostenibile necessita della complicità di ogni individuo che nella sua realtà quotidiana prenda parte al cambiamento. L’Unione Europea quindi gioca la carta della cultura finalizzata al coinvolgimento e richiama in maniera esplicita l’esperienza della scuola del Bauhaus, fondata e diretta da Walter Gropius negli anni ’20 e parte degli anni ’30 del xx secolo.

Il riferimento voluto da Ursula Von Der Layen si riallaccia al centenario della fondazione dell’istituto tecnico-artistico celebrato durante l’anno 2019. La scuola del Bauhaus, nome letteralmente traducibile con l’espressione “casa del costruire”, poneva la sua linea di insegnamento interdisciplinare su un particolare assunto: la necessità di interpretazione del mondo tramite i sistemi di comunicazione e percezione dell’arte.

L’esperienza del Bauhaus è di fondamentale importanza nello sviluppo delle discipline creative nella prima metà del ‘900 e si presenta come la culla dell’idea che l’uomo moderno deve avere il diritto di vivere in un ambiente moderno capace di soddisfare le esigenze del suo contemporaneo. Attraverso quest’ultime è fondamentale garantire l’evoluzione progressiva e positiva della società nel suo complesso, in particolare in questo momento della storia, durante il quale sono richiesti maggiore capacità di inclusione sociale e più attento senso di appartenenza alla comunità.

L’ambiente in cui viviamo influenza le nostre attività e rende possibile una convivenza maggiormente armoniosa tra gli individui che lo abitano. Saperi artistici e intellettuali trovano nella realtà della scuola fondata a Weimar, in Germania, un ottimo terreno fertile per cooperare con lo stesso obbiettivo finale. Tale filosofia è ciò che rende tanto stringente il suo collegamento con l’attuale progetto di rinnovamento europeo, che intravede nella collaborazione di differenti forme di espressione creativa lo strumento per dare lo slancio ad una realtà possibile e da raggiungere necessariamente entro il breve periodo.

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