Parafrasando il film cult dei fratelli Cohen tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, ma anche il nostrano Giovanni Veronesi e il suo duplice lavoro dietro la camera da presa e dietro un microfono per Radio2, mi viene in mente che questo campionato di calcio 2020/2021 è un affare per gente matura.

Sia chiaro; ben vengano i Kulusevski, i Kumbulla, gli Zirkzee, i Gaich e compagnia cantante, e non ci possiamo dimenticare nemmeno dei nazionali azzurri più giovani come Barella, Pellegrini e Mancini in attesa dello sfortunato Zaniolo. Ma il punto qui è un altro e nella mia testa un po’ malata si è instillato un tremendo dubbio: ma se gente over 35 (parecchio over 35) decide le sorti di una stagione calcistica, è perché il talento non ha età, o perché il campionato in questione sta diventando un cimitero degli elefanti che però riescono ancora (eccome se ci riescono) a dire la loro?

Prima di addentrarci in questioni cosi spinose però è d’uopo fare un passo indietro, ma forse anche due.

Giornata 21 dell’agone calcistico ital… vabbè avete capito, si gioca all’Allianz Stadium di Torino Juventus — Roma, i bianconeri in ripresa dopo un inizio traballante ospitano i giallorossi che lottano per un piazzamento in Champions League, ma la cronaca della partita la lasciamo ad altri.

Minuto 12 della prima frazione di gioco: Alex Sandro mette il pallone in mezzo, Morata “apparecchia” per il compagno che ha compiuto da poche ore gli anni, stop perfetto, e sinistro rasoterra dal limite dell’area che si spegne beffardo all’angolino della porta difesa da Pau Lopez (per chi non lo sapesse è il portiere della Roma). Lo juventino in questione è Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro ed è nato a Funchal il 5 Febbraio 1985, 36 anni.

Qualche ora più tardi allo Stadio Ferraris in Marassi di Genova, i rossoblù padroni di casa (il Genoa appunto) ospitano il Napoli di Gattuso. Minuto 11 la difesa del Napoli perde una brutta palla in uscita e un signore che gioca con il numero 19, e ha una capigliatura piuttosto particolare, controlla un bel filtrante del compagno, mette a sedere il diretto avversario e batte il portiere in uscita con un tiro di sinistro. 18 minuti dopo si ripete sfruttando un assist geniale segnando la sua doppietta personale. Il signore in questione risponde al nome di Goran Pandev ed è nato a Strumica in Macedonia il 27 Luglio 1983, anni 37.

Domenica 7 febbraio 2021, allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro, i padroni di casa del Milan si scontrano con il Crotone per riprendersi la testa della classifica. Minuto 30, la punta del Milan scambia con un compagno assai più giovane al limite dell’area calabrese e dopo un meraviglioso uno-due, riceve il pallone a pochi passi dal portiere avversario che viene battuto senza problemi. 34 minuti più tardi l’attaccante in questione raddoppia appoggiando nella porta sguarnita un perfetto assist del terzino sinistro. 501 gol con le squadre di club per il gigante, che viene da Malmoe Svezia, ha origini chiaramente slave, si chiama Zlatan Ibrahimovic ed è un classe 1981. 39 anni.

Non possiamo limitarci solamente agli attaccanti che decidono le partite però, la Juventus ha ritrovato stabilità ed equilibrio nel preciso momento in cui è sceso in campo, dopo un lungo stop, Giorgio Chiellini da Pisa, classe 1984. 36 anni.

Handanovic, Dzeko, Reina, Ribery, Quagliarella…e la lista è ancora lunga.

Fatto il doveroso riassunto, tornerei alla domanda iniziale alla quale disgraziatamente non ho risposta. Non so però quanto sia normale che in uno sport come il calcio, in particolar modo quello moderno tutto basato sul fisico e l’intensità, a farla da padrone in Italia siano ancora questi enormi giocatori con una carta d’identità cosi “importante”… e soprattutto non riesco a capire come si può tenere il passo con le corazzate europee che spendono milioni su milioni per accaparrarsi i migliori giovani sul mercato mondiale.

La pulce nell’orecchio me l’ha messa un account Twitter che ha scritto “Visti i numeri di Ronaldo e Ibrahimovic, fra poco saranno i giocatori del campionato saudita a svernare in Italia a fine carriera”.

L’account in questione con ironia ha fatto una battuta che però non va cestinata solamente come battuta, la situazione sportiva italiana è assai particolare per non dire preoccupante e puntare sempre sull’esperienza, investendo anche parecchi soldi, può rivelarsi la mazzata definitiva per le speranze di restare al passo con il calcio che conta. Ma se a chi gestisce il calcio nostrano va bene cosi, allora i miei sono fiato e battute sulla tastiera sprecati.

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