Siamo in Italia. È il 22 febbraio 2021 e, sinceramente, non pensavo avremmo mai dovuto ritrovarci davanti alla tastiera per scrivere un pezzo come questo. La necessità di tutto questo nasce da un miserabile, e scusate se il termine vi parrà troppo esagerato ma per noi calza a pennello, gesto di calumnia, per dirla in latino, di cui è stata protagonista Giorgia Meloni. È vero che il popolo italiano è abituato a veder volare qualunque tipo di parola e termine tra i banchi del Parlamento, ma nonostante tutto un lieve rispetto, per evitar di spingersi oltre, è stato sempre mantenuto. La stessa cosa però non sembra esser stata riproposta all’interno di un video tra individui, ci terremo sul generico per evitare di fare nomi e cognomi alla Giuseppe Conte, che si trasforma in breve tempo in un mero discorso da bar. Da cui prendere immediatamente le distanze.

Questo accade nel momento in cui si perde la bussola tra il serio e il faceto, in cui però la parte scherzosa prende il sopravvento. Chissà se per alzare un minimo il numero di visitatori video o, in alternativa, se per strappare una risata agli altri due interlocutori. Ma non è questo il punto, quanto piuttosto quello contenutistico. Sì perché se è vero che ogni giorno ci si può imbattere in pezzi di commento o analisi che trattano i vari soggetti che costellano la realtà politica italiana, si veda anche solo questo, non capiterà mai di leggere parole di una tale irrisione dell’altro. Mai. E non per fini editoriali, ma perché il rispetto e l’educazione devono sempre avere la meglio su tutto. Siamo in Italia. È il 21 febbraio 2021 e, sinceramente, pensiamo che la creanza sia una virtù da coltivare e mettere in pratica in ogni ambiente della società e nei confronti di ogni individuo. A prescindere da tutto.

Forse, e proviamo a dare solo un consiglio poi ognuno è libero di fare come meglio crede sia chiaro, «per stigmatizzare il livello di ignoranza e di presunzione» con il quale ci si rivolge nei confronti del leader di FdI, il protagonista di questa vicenda avrebbe potuto spiegare le motivazioni, piuttosto che dare semplicistici aggettivi. La Meloni non sarebbe in grado di rivolgersi da pari a pari con Mario Draghi? Perché? Su che base si può o non si può affermare tutto questo? Ci spiace dirlo, ma quando subentra la maleducazione non esiste giustificazione che tenga e si finisce inevitabilmente dalla parte del torto. Sempre. Non è questione di schieramenti politici, non è questione di appoggiare o meno un leader e non è neanche questione di idee e posizioni occupate. È questione di educazione di una società che a tratti non sembra voler vivere nel 2021.

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