La Milano del calcio si ferma per la domenica del derby, Inter e Milan tornate ai fasti di un tempo (vabbè anche meno) si affrontano per la testa della classifica e per tentare, in caso di vittoria, l’allungo sulla rivale. Il Milan arriva alla stracittadina dopo un deludente e beffardo pareggio rimediato al Marakàna (Rajko Mitic per i puristi) di Belgrado, tana senza tigri, della Stella Rossa di Dejan Stankovic ex interista che ha già vissuto la prima parte del suo derby personale giovedì scorso in Europa League. L’Inter di Conte ci arriva dopo una settimana di relax dovuto alla sua estromissione dalle coppe europee per questa stagione, dopo essere arrivata quarta nel girone di Champions League.

Al netto degli impegni europei, le due formazioni arrivano al derby con un’atmosfera ben diversa, nella Milano nerazzurra, Antonio Conte è riuscito a compattare l’ambiente tenendo fuori dal rettangolo di gioco i gravissimi problemi societari della società di Via Liberazione, il Milan dopo aver perso punti importanti contro lo Spezia ha l’obbligo di rialzare la testa.

Ma Milan – Inter è anche e soprattutto il ring per l’incontro del secolo, no mica parlo di un bel revival Ali vs Frazier, anche se i due contendenti per fisicità si avvicinano più a pesi massimi che a calciatori ma non divaghiamo. Dicevamo del “fight of the century”, la rissa infinita tra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku, iniziata per uno screzio verbale ( molto sgradevole, ai limiti dell’offesa razzista) dello svedese che ha insultato la cultura e la mamma del belga di origine congolese e la risposta molto “harlemiana” del gigante di Anversa, che seppur colorita e particolare non mi va di riportare.

Lukaku e Ibra come prevedibile non si sono nemmeno salutati, e tra occhiatacce e insulti non esplicitati la partita è iniziata.

Ancora una volta non sarà in questo mio piccolo editoriale il luogo dove trovare la cronaca della partita, vi basti sapere, ma tanto lo sapete di già, che la partita è finita con un secco 0-3 in favore dei nerazzurri con doppietta del “Toro” Lautaro Martinez e gol finale proprio di Lukaku, autore anche di un assist.

Quello su cui mi vorrei soffermare brevemente è l’esultanza per nulla liberatoria e polemica (no mica) del belga, che dopo aver devastato la difesa del Milan si è puntato le dita al petto e ha urlato qualcosa che sembrava rivolto a Ibrahimovic “Dio Dio, te l’ho detto ca**o”. Probabilmente ci siamo tutti lasciati trascinare dalle rimembranze dell’ultimo derby giocato e dalla rissa tra titani che ha fatto parlare tutta Italia, perché ad un ascolto più attento e meno “emozionale” il gigante belga sembra rivolgere quelle parole ad un compagno di squadra che non lo aveva servito in precedenza. D’altra parte con un Knock-out tecnico di questa portata non servivano altre parole per decretare il vincitore.

Battaglia del secolo a parte Milan – Inter è stata anche la rivincita di Antonio Conte, su tutti coloro che criticano il suo modo di allenare e le prestazioni dei nerazzurri, che non sempre hanno dimostrato di avere un gioco codificato e appassionante, ma quando hai quel mostro li davanti probabilmente non se ne sente nemmeno il bisogno.

Più preoccupante la tenuta atletica del Milan che ha arrancato di fronte allo strapotere fisico dell’armata nerazzurra, e che ha perso 6 punti nelle ultime due partite, lasciando ai cugini la testa della classifica e rischiando di essere ripreso dalle inseguitrici. Della sconfitta del Milan poteva beneficiarne la Roma che però in maniera oltremodo altruistica prende un solo punto al Ciro Vigorito di Benevento e resta a -5 dai rossoneri.

Vorrei per un momento collegarmi ad Amadeus, al secolo Amedeo Umberto Rita Sebastiani, che vista la fede calcistica questa settimana sarà molto contento e non la prenderà male, e al Sanremo che verrà, citando un meraviglioso tweet riferito ancora una volta alla disputa Romelu – Zlatan e alla partecipazione di quest’ultimo al festival della canzone italiana come ospite fisso.

“C’è chi canta a Sanremo e chi preferisce San Siro” ancora una volta K.O. tecnico.

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