Era il 1997 quando Massimo Pezzali, ormai orfano del compagno di mille avventure Mauro Repetto, e gli altri membri degli 883 insieme al produttore Claudio Cecchetto tirarono fuori dal cilindro, quel gran disco che era “La dura legge del Gol”. Sia chiaro, questa è pur sempre una “rubrichina” di calcio quindi non è mia intenzione elogiare uno dei gruppi preferiti della mia infanzia, ma concedetemi la divagazione, che poi capirete il perché.

Dicevamo de “La dura legge del gol” quel disco conteneva tra gli altri, un brano di 4.23 minuti di durata, scritto da Pezzali Peroni e Guarnerio intitolato “Nessun Rimpianto”. Il brano vede un ragazzo sofferente per la relazione appena terminata, che grazie agli amici prova a tirarsi su, ma certe ferite riesce a curarle solamente il tempo.

Ecco, fatta la dovuta marchetta agli 883 ( per l’iban poi ci si mette d’accordo Max) torniamo a noi e al calcio giocato. Quello che nell’ultimo turno di Europa League ha visto la brutta uscita di scena del Napoli di Gattuso (scusa Rino, te l’ho tirata ma giuro che non era mia intenzione) contro la sorpresa Granada, e che ha visto la sofferta qualificazione del Milan di Pioli e Ibrahimovic contro la tostissima Crvena Zvezda di Dejan Stankovic e quella più facile, ma solo per suo merito, della Roma di Paulo Fonseca contro il Braga. Vorrei soffermarmi proprio sulle due italiane qualificate e su quello che sarà il loro futuro europeo.

A questo punto la domanda è d’obbligo “Scusa eh, ma si può sapere che c’entrano gli 883?” E’ presto detto amici “puntisti”. Nessun rimpianto è quello che hanno pensato Zlatan Ibrahimovic e Paulo Fonseca al termine del sorteggio degli ottavi di Europa League, sorteggio che come nelle migliori storie d’amore ha messo di fronte il passato e il presente dei nostri protagonisti, e per l’allenatore portoghese della Roma sta diventando quasi un’abitudine oserei dire.

Facciamo chiarezza però: dalla mano di Maniche sono usciti gli accoppiamenti degli Ottavi di finale, il Milan ha pescato il Manchester United e la Roma lo Shakhtar Donetsk. Fin qui nulla di strano, ok una inglese molto forte per il Milan di Pioli in giornata sfortunata, l’altra un minimo più abbordabile, ma guai a sottovalutare gli ucraini che hanno fatto fuori la corazzata Inter di Antonio Conte dai gironi di Champions League, per i giallorossi. Se non fosse che nel Milan gioca un certo Zlatan Ibrahimovic e che la Roma sia allenata da Paulo Alexandre Fonseca.

La particolarità della situazione la potete capire cercando sul motore di ricerca Ibra – Manchester United e Fonseca – Shakhtar, ma vista la mia grande bontà vi spiego l’arcano. Dal 2016 al 2018  il gigante svedese ha vestito la maglia numero 9 dei Red Devils con cui ha vinto proprio l’Europa League oltre al Community Shield e alla coppa di Lega inglese.

L’allenatore della Roma che ha eliminato ieri sera il Braga, sua ex squadra con cui aveva vinto una Coppa di Portogallo, trova come prossima avversaria un altro amore passato, i nero arancioni di Donetsk con cui aveva trionfato per ben sette volte nella sua parentesi ucraina prima di approdare in riva al Tevere.

Il destino ancora una volta si diverte a generare emozioni che esulano dal rettangolo di gioco, facendo rincontrare e scontrare due vecchi amici, magari addirittura amanti, seppur nel mondo del calcio questa situazione non è poi così eccezionale, è quantomeno singolare che sia successo a entrambe le compagini del nostro campionato.

Per uscire dalla sfera prettamente emotiva e ciarlare un pochino di calcio giocato possiamo dire che il Milan ha pescato probabilmente la peggiore delle avversarie possibili, gli inglesi che hanno 10 punti in meno del fantastico Manchester City di Pep Guardiola sono però la squadra di Premier che segna di più, e hanno una batteria di fenomeni che solamente a leggerli sulla carta vengono i brividi. Il Milan che non sta vivendo il momento migliore della stagione dovrà ritrovare quello spirito europeo che è insito nel suo DNA e gettare il cuore oltre l’ostacolo per superare uno scoglio simile.

La Roma deve stare attenta al gioco brasiliano dello Shakhtar e ai suoi funambolici trequartisti carioca, su tutti Marlos e Taison che Fonseca conosce molto molto bene, ma anche all’Israeliano Solomon che i giallorossi hanno tentato di portare all’ombra del Colosseo nella sessione estiva di calciomercato.

L’andata sarà il giorno 11 Marzo e il ritorno il 18, la speranza è che alla fine dei 180 minuti Zlatan e Paulo indossino le cuffie, facciano partire la musica del loro device e in sottofondo con un sorriso quasi impercettibile cantino:

“Nessun rimpianto

Nessun rimorso

Soltanto certe volte

Capita che

Appena prima di dormire

Mi sembra di sentire

Il tuo ricordo che mi bussa

Ma io non aprirò”

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