Correva l’anno 2010 quando la coppia di comici napoletani Gigi & Ross proponeva una simpatica gag in cui scimmiottavano gli inviati de Le Iene. Il motto di quel siparietto era “ In Italia c’è qualcosa che non va”.

Ecco appunto, lasciando da parte gli enormi problemi socio-politici-culturali-sanitari del paese e buttandoci a capofitto in quello che possiamo considerare lo specchio del paese: il calcio, possiamo davvero dire che “in Italia c’è qualcosa che non va”.

Potrei scrivere ore e ore per elencare gli scempi a cui assistiamo settimanalmente, ma non vorrei tediarvi troppo con la mera cronaca e neppure con il mio livore, e stavolta è tanto fidatevi, da tifoso romanista ferito. Però devo per forza di cose scrivere queste mie poche righe su una questione che sta diventando imbarazzante. Gli esterofili (che fanno i fighi) lo chiamano Video Assistance Referee, per noi poveri mortali semplicemente VAR.

Sembrava l’invenzione del millennio, un sistema che almeno in teoria doveva evitare agli arbitri errori clamorosi che rischiavano di compromettere e falsare le partite. In teoria.

La Lega italiana ne chiese a gran voce l’utilizzo dopo uno Juventus – Roma che definire imbarazzante è poco. In quel caso arbitrava Rocchi di Firenze, oggi consulente delle relazioni istituzionali della CAN (Commissione Arbitri Nazionale) in materia, ma guarda un po’, proprio di Var.

Eppure ieri come oggi non è cambiato niente, o forse si è cambiato qualcosa ma decisamente in peggio.

La sensazione è che gli arbitri dopo l’entrata in vigore della tecnologia si siano sentiti quasi insultati, come a dire “ah quindi non vi fidate più del mio giudizio” ed ecco quindi che decidono di diventare ancora più protagonisti, amplificando a dismisura i disastri sul rettangolo di gioco. E di cose balorde ne abbiamo viste a iosa eh.  

Si arriva al punto che il fischietto di turno vestito da evidenziatore, in nome dell’autorità perduta (maledette macchine che ci rubano il lavoro) decide che ok bello il Var, e bella pure la possibilità di non fare errori o quantomeno di correggerli, ma comunque in campo lui è giudice supremo e quindi decide tutto lui in barba a proteste, consigli e soprattutto buonsenso.

Arriva quindi la domanda del secolo, ma se hanno inventato una tecnologia che ha come fine ultimo quello di evitare figuracce agli arbitri, compromissioni di partite, errori marchiani e chi più ne ha più ne metta, perché i sempre solerti “Stabilo” italici continuano a “fare lo schifo” a cui tocca assistere settimanalmente pagando pure bei soldini alle aziende che hanno per nome il Cielo o quelle che usano consonanti a casaccio?    

Ve l’avevo premesso che sarebbero state parole assai livorose e dettate dalla rabbia per quello che ho visto ieri sera.

Per carità il Milan ha disputato un buon primo tempo con molte occasioni e bla bla bla, il rigore per i rossoneri (che l’arbitro di cui non farò il nome ma sappiate che è un “conducente”, non aveva reputato tale) può pure essere dato, richiamando il direttore di gara, in un secondo momento al Var, ma quello che non capisco è perché allora il fallo di Theo Hernandez su Mkhitaryan non solo non è stato visto dall’arbitro ma è stato trasformato in un fallo contro il trequartista armeno?

E soprattutto per quale motivo dalla sala Var, essi perché dovete sapere che i nostri simpatici “Faber Castell” hanno pure un posticino tutto loro in cui si raccontano e ridono degli errori fatti e dove continuano imperterriti a farne altri, il “Tratto” della giornata non è stato richiamato quantomeno per un controllo o come dicono quelli bravi (sempre gli esterofili fighi) “on field review” ?

Viene il dubbio, sempre dettato dalla malizia dal livore e dalla rabbia, che forse i nostri amici “Pelikan” pieghino a loro piacimento la tecnologia, e questo permettetemi ma non posso non definirlo un problema tecnico-tattico come direbbe Capello, ma soprattutto etico signori della Corte.

Il VAR è un ottimo strumento di aiuto per gli arbitri e di garanzia per le società sportive, ma deve essere applicato nel modo corretto, perché è vero che il VAR ha migliorato l’AIA e la Serie A ma ora vanno migliorati gli arbitri. Sempre che a chi dovere interessi veramente la corretta gestione delle partite… ovviamente.

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