A Roma, nello storico quartiere del Pigneto, si condensa una realtà ricca di protagonisti della scena più attiva dell’arte contemporanea capitolina. La posizione decentrata di un quartiere che ha visto negli anni vivere il fenomeno della gentrificazione, ovvero il mutamento socioculturale di una specifica area urbana, ha reso questo luogo una interessante e fertile area dove aprire studi personali di artisti e creativi. Tra questi c’è Alberto di Fabio. L’esperienza di entrare nel suo studio è paragonabile ad una forte ondata di energia che investe il visitatore fin dal primo momento. Le grandi dimensioni dello spazio sono quasi totalmente ricoperte da superfici dalle tinte frizzanti e piene di tutta la vitalità che lo stesso artista proietta verso il prossimo.

Alberto Di Fabio è un pittore attivo ormai da anni nel mondo dell’arte e ha dato alla sua carriera un carattere forte, segnato da un profondo sentimento di competizione. La sua età non sembra aver affievolito il fuoco che si intravede nei suoi occhi quando, con grande voglia di condivisione, racconta della forza e della grande voglia di emergere che ha contrassegnato gli anni della sua giovinezza. 

L’esperienza nel mondo dell’arte segna tutto l’arco della sua vita, che comincia in una parte della penisola dove l’atmosfera fredda e spoglia dell’Appennino forgia un’immaginario già legato più alla spiritualità che la forma e la consistenza dell’oggetto:l’Abruzzo.

Con un volto segnato da una vita effervescente e da rughe dovute anche ad un sorriso capace di coinvolgere, racconta della distanza che sente dai suoi giovani figli così tanto legati alla tecnologia che profondamente sta modificando il mondo. “I ragazzi di oggi”, dice Alberto Di Fabio parlando di adolescenza e nuove tecnologie, “hanno tra le dita un portale sul mondo, l’intero globo, ma secondo te, sono più felici loro o una anziana signora che in uno sperduto paese dell’Abruzzo passa le sue giornate assorta tra i pensieri, impegnata a cucire e passare tra le dita le piccole sfere del suo rosario mentre prega?”.

Il bisogno di allontanarsi dalla realtà troppo statica dell’Appennino italiano e successivamente dalla Roma che lo ospita durante l’età degli studi lo porta lontano. Arriva oltreoceano, dove comincia una stagione di importante maturazione artistica e formazione dal punto di vista relazionale con tutti gli agenti che operano nel complesso sistema dell’arte. New York tempra lo spirito dell’artista. Di Fabio impara quanto nella carriera di un creativo, sia fondamentale la produzione di opere che facciano parte di un progetto ampio, da realizzare con attenzione all’organicità e che siano poi gestite con cura e professionalità. 

Il carattere meticoloso dell’artista è ancora oggi ben evidente durante l’osservazione del minuzioso archivio, da lui stesso organizzato, e in grado di ricostruire l’apparato biografico, bibliografico e storico della sua intera carriera.

Negli anni trascorsi da Di Fabio in America la concorrenza è spietata: gli artisti della città formano una comunità molto numerosa ed emergere da un magma come quello della Grande Mela è una sfida che pone il giovane artista di fronte ad una competizione costante e senza esclusione di colpi.

Fa sorridere l’aneddoto che Di Fabio condivide, in cui racconta del tentativo di interagire con il grande gallerista Larry Gagosian, durante il quale il giovane pittore lo invita a fargli visita nel suo piccolo studio e mostrare le opere su cui sta lavorando. Gagosian, con tagliente ironia, risponde che per allontanarsi dalla sua galleria e visionare i lavori di un artista emergente come lui avrebbe perso circa 40 milioni di dollari: 20 per ogni tela di Pablo Picasso rimasta invenduta durante il tempo della sua assenza.

Il ritorno in Italia, dopo un lungo periodo di permanenza a New York, è preceduto dal passaggio per Londra, dove molti protagonisti del mondo dell’arte trovano un rifugio sicuro dove continuare ad essere catalizzatori dell’attenzione di galleristi e collezionisti, dopo l’attentato dell’undici settembre 2001, che segna  come pochi altri eventi le sorti della storia occidentale contemporanea.

La meditazione e il mondo della spiritualità permeano la ricerca artistica di di Fabio che dipinge sulla tela delle immagini che intrecciano un immaginario surreale con le più specifiche forme del raziocinio. Elementi del passato affiorano nelle tele spesso inconsapevolmente. Le montagne dell’Appennino si confondono con l’Himalaya e la Cappadocia. L’arte si confonde con la ricerca di una metafisica che supera il corporeo e si indirizza verso un’immaginario totalmente definito in una dimensione interiore. Tutto convive in uno spazio in cui razionalità, inconscio e volontà si intrecciano e si perdono nel mondo dell’onirico. Lo spirituale è un elemento pregnante e ogni dipinto racconta in un modo diverso questa esigenza di sintesi. La materia non haa necessità di esistere. È un controsenso della mente, l’esigenza umana della razionalizzazione.

La ricerca estetica che si manifesta nella produzione dell’artista narra un immaginario dove contaminazioni di natura scientifica si mescolano con un estremo tentativo di sopravvivenza alla solitudine interiore, in grado di procurare pace ma allo stesso tempo condurre l’uomo alla propria guerra intestina e solitaria.

L’occhio che si poggia su di una tela di Alberto di Fabio può incontrare sagome richiamanti le vette delle montagne come gli intricati intrecci delle sinapsi presenti nel sistema nervoso di ogni essere umano. Tutto è unito in un travolgente viaggio nell’interiore e nell’esteriore, in cui estetica e spiritualità si fanno una cosa sola. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...