✒️ – La scorsa settimana all’interno di questo spazio avevamo lanciato un appello per far in modo che l’Italia, come in realtà tutta l’Unione, riuscisse a realizzare quel progetto di +Europa che aveva come fine ultimo quello di aumentare la distribuzione dei vaccini. In ogni piano di ripresa e anche anti pandemico che si rispetti questi sono la base, la colonna portante su cui ergere qualunque tipo di discorso davanti l’opinione pubblica.

Eppure sette giorni esatti dopo siamo ancora qui a trattare lo stesso argomento. Ci spiace per tutti coloro che si aspettava un editoriale su Enrico Letta, tornato ufficialmente alla guida del Partito Democratico che si preannuncia essere progressista nei valori, riformista nel metodo e radicale nel comportamento. Se ne sarebbe potuto parlare? Assolutamente si. Ma quello che è accaduto in questa settimana in Italia ha avuto ripercussioni in ogni parte del globo. E no, il cambio di segretaria Dem non è l’evento in questione.

È partita la nuova psicosi. Prima a farla da padrona, come giusto che sia, era stata quella da Covid-19, che negli animi di molti ha lasciato ferite profonde che non possono essere facilmente rimarginate. Ma adesso questa ha subito una variante come fosse un virus, deviando verso altri lidi. Dal Coronavirus a generare apprensione, timore, paura, individuale o collettiva, al punto da assumere aspetti quasi morbosi, si è giunti al vaccino. Uno in particolare: AstraZeneca. Le morti, subito rilanciate dai mezzi d’informazione in maniera forte e poco chiara, non hanno fatto altro che generare panico.

In politica esiste un espressione che si utilizza spesso quando si deve negare la possibilità che qualcosa avvenga. In questo caso si è soliti leggere la frase: periodo ipotetico del terzo tipo. Spesso e volentieri, anche inconsapevolmente, l’occhio sarà caduto su questa costruzione, il cui unico scopo era quello di rendere noto senza sventolarlo ai quattro venti che qualcosa non sarebbe mai potuto accadere. Ora, sia chiaro, non stiamo dicendo in questa sede che sarebbe stato utile utilizzare questo periodo ipotetico per parlare delle morti nel nostro Paese, ma certamente c’è modo e modo di farlo.

Sì perché la necessità di cronaca verrà sempre prima di qualunque cosa nel mondo del giornalismo, qualora non venisse non si potrebbe parlare né di stato democratico né di stampa libera. Però bisognerebbe anche un attimo analizzare la situazione prima di arrivare a dare per scontate alcune conclusioni. Sono state molte le polemiche dopo le pubblicazioni di alcuni quotidiani o servizi televisivi in cui si affermava, in maniera anche poco velata, che c’era da aver paura del vaccino. Che le dosi fossero falsate e che forse, e non si dice forse, fosse meglio evitare di vaccinarsi così. Magari questo non è stato detto, ma poi è stato effettivamente quello che è stato recepito. Ed è questa la cosa che conta in questa sede.

Ma come è possibile questo cambio di passo? Prima AstraZeneca era un simbolo salvifico, necessario affinché il mondo potesse ripartire. La stessa Italia aveva investito la maggior parte delle proprie risorse su quei lotti, che adesso nessuno vuole più fare. Non è un caso che la psicosi porti poi in Veneto la ULSS 2 di Treviso a trovarsi con 500 dosi senza nessuno a cui darle, visto che le persone all’indomani del fuggi fuggi di notizie hanno scelto di effettuare un fuggi fuggi dai centri vaccinali. Alla fine la cosa ottima da sapere è che le dosi non sono state buttate, ma è possibile immaginare che oggi esistano persone che volontariamente nonostante il privilegio di vaccinarsi possano scegliere di non farlo? Per carità il vaccino non è obbligatorio, ma per arrivare a rifiutare una dose ormai bisogna essersi prenotati. Un cambio di pensiero troppo netto e incomprensibile.

Chi vi scrive non ha avuto modo di potersi vaccinare, ancora, come non ha avuto modo di farlo nessuno dei suoi cari. La lista degli individui in questa condizione è lunga, veramente lunga. Eppure qualcuno si sente in diritto di poter rifiutare qualcosa che potrebbe invece salvargli la vita. Ovviamente non è giusto, sembra quasi inutile scriverlo. I vaccinati fino a oggi sono stati 17 milioni. Tra questi sono 15 le persone che hanno riscontrato una trombosi e 22 quelle che hanno riportato embolie. Su questi numeri però, che abbiamo scelto di non mettere volutamente all’inzio, c’è chi sta indagando. Chi è preposto a farlo e che darà le risposte adeguate quanto prima. Sembra dunque eccessivo immaginare di effettuare processi basati sul nulla, non basati su dati scientifici e che non hanno veri indizi con cui avvalorare la propria tesi. Ma il mondo va avanti così, tra una psicosi e l’altra. La speranza è che presto il vaccino porti lucidità a tutti. Ne abbiamo più che mai bisogno.

L’ESPRESSIONE

Un pensiero riguardo “Psicosi

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