Ormai lo avrete capito, chi scrive questa rubrica non nutre particolare stima per coloro che gestiscono l’organo dirigenziale del nostro calcio, ma questa volta non me la sento di dare il colpo di grazia al presidentissimo della Lega Calcio e al megadirettore della FIGC, visto che me li immagino in una lotta con loro stessi che rischia di portarli all’autodistruzione.

Per farvi un esempio pop, ma direi quasi trash, vi “sblocco un ricordo” e vi riporto alla fine degli anni 90, quando Aurelio de Laurentiis pensate il caso, faceva uscire nei cinema del belpaese il film di Neri Parenti “Tifosi”.

Non è mia intenzione recensire il film, tranquilli, ma volevo riportare alla mente l’episodio che vede protagonisti Massimo Boldi, Maurizio Mattioli e il compianto Angelo Bernabucci.

Boldi interpretava il milanese Silvio Galliani (sempre per restare in tema di uomini che hanno giocato con il calcio italiano ma vabbe), tassista meneghino sfegatato tifoso del Milan che gioca una schedina al totocalcio ma per un banale errore segna il 2 sulla partita casalinga della sua squadra del cuore. Alla fine della giornata calcistica, in attesa del posticipo del Meazza, il nostro tassista ha fatto un bel 12 e si trova quindi costretto a scegliere tra la fede calcistica e la possibilità di diventare miliardario.

Nell’episodio in questione Galliani (Silvio non Adriano) si imbatterà in due pericolosi ultrà giallorossi che gli rovineranno la vita, e anche nel nostro caso, ma guardate che il destino è proprio beffardo a ritrovarsi ago della bilancia è proprio la Roma.

Ecco, a questo punto sostituite Silvio Galliani con i nostri due eroi citati nell’intro e sostituite il 13 al totocalcio con il fallimento della loro gestione ai vertici del calcio italiano…mescolate bene e… fatto? (come direbbe Giovanni Mucciaccia)

Bene, abbiamo il quadro della situazione. Il presidentissimo col cognome di un albero (che tra l’altro pare essere conditio sine qua non, per assumere quel ruolo) e il megadirettore di federazione sono ad un passo dal baratro e dal fallimento totale della loro oggettivamente imbarazzante gestione, e l’unica possibilità di salvezza è data dal loro nemico comune, quello che va distrutto in ogni modo possibile e immaginabile, quello che non si piega a giochi di potere e quindi va escluso dalle decisioni e dalle posizioni che contano in campionato usando pure mezzi poco leciti, come decisioni sportive che poi diventano un unicum nel panorama calcistico nazionale e arbitraggi che somigliano più a esecuzioni con sicari mandati ad hoc, ma adesso mi taccio perché senno poi passo pure per il solito piagnone complessato romanista.

La terrificante debacle europea dei nostri club ha chiaramente colpe che vengono dall’alto. Come dimostrano le decisioni della governance che spadroneggia nei palazzi del potere sportivo e non solo, il calcio italiano, al netto di come viene raccontato da alcuni media che mi permetto di definire conniventi, è in un calo tragico.

In Italia prima dell’arrivo di Suning nella Milano nerazzurra (che però ha creato un problema ancora più grande agli amici interisti) il campionato era un torneo fittizio che tanto per forza di cose vinceva la Juve e non solo perché aveva i giocatori più forti. (che comunque aveva)  

Già questo basta per minare la competitività di un campionato, ma poi nelle competizioni europee arrivavano le mazzate vere. Debacle totali, anche contro squadre meno forti e attrezzate, eliminazioni a sorpresa e quella sensazione di stare li tanto perché si doveva.

Per non parlare poi del messaggio che passava nei confronti della sorella minore della Champions League, se in Champions bastava uscire a testa alta per dichiararsi soddisfatti del proprio lavoro, l’Europa League era considerata quasi una scocciatura, inferiore come valore per i nostri club (non tutti fortunatamente) persino alla Coppa Italia.

La Lega Calcio per prima non ha mai dato importanza alle squadre che giocano il giovedì, e anzi ha spesso tentato di affossarle con calendari che sfioravano il ridicolo.

La settimana scorsa ho citato l’intervista di Sarri che attribuiva al calendario l’eliminazione della Roma, non del suo Napoli ma della Roma dall’Europa League.

I più attenti di voi sanno che quel pezzo è uscito prima della ridicola sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, presieduta da quel Franco Frattini dimenticato e dimenticabile ministro degli Esteri nel Governo Berlusconi, quindi non ho avuto il tempo per commentare quell’imbarazzante teatrino che ancora una volta ha dimostrato l’assoluta indifferenza e direi insofferenza verso una squadra che gioca l’Europa League.

Questi esimi professoroni hanno infatti deciso, oltre alla questione Diawara di cui non voglio parlare, di spostare al 7 Aprile senza nessuna motivazione plausibile il recupero della gara tra Juventus e Napoli, e di non assecondare le richieste della Roma che ieri ha giocato a Kiev, la quale aveva richiesto lo spostamento della gara interna con i partenopei prevista per domenica sera, come risposta alla provocazione sabaudo-borbonica.

Il Napoli si presenterà quindi bello, tranquillo, riposato e penso anche ben allenato alla gara dell’Olimpico, mentre la Roma che tornerà nella mattinata di oggi avrà la bellezza di un giorno e mezzo per preparare la gara.

Vedete, alle volte a tenere alto il nome di un movimento calcistico ci si rimette pure.

Ma ai giallorossi di questa pochezza politico-sportiva ma anche culturale non frega assolutamente niente e infatti hanno non solo onorato l’impegno (cosa che ha provato a fare anche il Milan, ma era oggettivamente difficile passare) ma si sono permessi addirittura di andare avanti.

Hanno avuto l’ardire di battere lo Shakhtar Donetsk in Ucraina, dopo averlo strapazzato in casa e di approdare come unica italiana ai quarti di finale di una competizione europea quest’anno.

Non tutti saranno d’accordo con questa mia opinione “territoriale”, e mi riferisco in particolare a un autorevole “collega” di un famoso quotidiano color “rosso chiaro desaturato ottenuto dalla sintesi additiva del rosso con il bianco”, visto che per lui l’unica squadra italiana rimasta in Europa erano i rossoneri.

Il “collega” in questione forse considera la Capitale come una città del Pontificio Stato Vaticano ? Chissà.

Passare il turno in Europa League per la Lega Calcio è comunque un’offesa inaccettabile e quindi mi aspetto provvedimenti.

Nella mia testa deviata, immagino il “presidente albero” logorato dall’indecisione, diviso tra lo sperare che la Roma fallisca e quindi crogiolarsi nel suo astio o auspicare che invece sia proprio il suo nemico a salvare la sua fallimentare gestione.

Perché  è giusto ricordare che la Juventus di Andrea Agnelli, l’Inter di Giuseppe Marotta, l’Atalanta di Luca Percassi, il Napoli di Aurelio De Laurentiis, la Lazio di Claudio Lotito e da ieri sera anche il Milan di Paolo Scaroni (non a caso tutta gente che in via Rosellini conta ben più del dovuto) sono tutte uscite dal palinsesto televisivo infrasettimanale e a rappresentare la penisola italiana, almeno geograficamente, è rimasta solo la “squadra pontificia” che per riconoscenza dovrà giocare una partita fasulla in un campionato farlocco con solo un giorno e mezzo di riposo/ preparazione solamente perché non fa parte del gruppo di amiconi.

Ed ecco quindi che ritorna alla mente la fine del tassista milanese che va allo stadio con la sua giocata miliardaria in mano convinto che comunque vada sarà un successo, ma che al primo gol del suo Milan nella sfrenata esultanza strappa la schedina certo della vittoria dei suoi beniamini, e che poi si risveglierà nel peggior modo possibile dal suo sogno, con la vittoria della Roma per 1-3 che lo lascia giustamente senza il lieto fine.

Il presidente rifletta bene sulla questione perché la sensazione è che se non decide di dare un netto taglio, non ai suoi rami, ma alla scellerata politica provinciale che porta insensatamente avanti, rischia di rimanere con un pugno di mosche proprio come l’autista dello Zaccheroni 4.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...