E oggi di che parliamo?

Mi direte, “eccerto” stavolta che la Roma è stata presa a pallonate (cosa tra l’altro non vera ma vabbè) dal Napoli non vuole parlare di Serie A, di Roma, di arbitri ( e pure stavolta ci sarebbe da fare un discorso assai lungo ma vabbè parte seconda) ecc. ecc.

Ok avete intuito il mio stato d’animo che, vi preannuncio in anteprima mondiale, sarà questo fino alla fine della stagione italiana.

Ma a voi non frega niente delle mie emozioni quindi andiamo avanti.

Quando ieri sera ho parlato col “megadirettore galattico” dell’argomento da trattare mi sono sentito veramente in difficoltà, e non per la sconfitta dei giallorossi (che avevo largamente previsto dalla famosa udienza Diawara ma anche qui andiamo avanti e vabbè tre).

Ho proposto quindi di parlare del capolavoro dei Marvel Studios che risponde al nome di Wandavision, ma mi è stato bocciato.

Volevo parlare dell’argomento che ha destato gli italici fruitori di contenuti dal loro essere couch potatoes. Ecchevvordi mo? Eh già le sento le sinapsi al lavoro, per farla breve i couch-potato sono quelle persone che guardano la tv sprofondati sul divano e si alzano, forse, solamente per andare in bagno, esseri umani che considerano la fruizione televisiva solamente in modo passivo.

Quindi tornando a noi cosa ha destato i telespettatori italiani dalle loro comode sedute? Ma è ovvio no, Salvo Montalbano che tradisce Livia co Ilary Blas…ehm no. Cioè si, ma no.

Ho fatto presente che è uscita la serie di Sky su Francesco Totti, ma l’ho fatto presente principalmente a me stesso e quindi mi sono ringraziato ma ho declinato l’offerta.

L’ultima puntata di Blacklist? Niente da fare.

Nancy Pelosi da Fabio Fazio? L’isola dei Famosi? Biden che cade sulla scaletta dell’aereo? Letta al PD? (e vabbè forza quattro).

Niente, niente di tutto questo, il megadirettore è stato irremovibile, “devi parla de na cosa finta stavolta”… e allora niente mi tocca riparlare di campionato italiano.

Ormai sono circa 10 articoli che ci conosciamo e avete imparato un pochino a comprendere la mia mente deviata quindi, per stupirvi, stavolta sarò buono e da queste righe non leggerete “velate” critiche alla Lega Calcio, agli arbitri e cose di questo genere, posto che non credo più alla regolarità del campionato ma questo è un problema tutto mio.     

Comunque tornando a noi, se vi ricordate nel mio primo editoriale per il Punto avevo parlato del calciomercato invernale e delle operazioni nostalgia dei club del belpaese.

Della nostalgia oggi ci frega il giusto, ma se rimembrate in quel pezzo facevo il nome di quello che a mio parere è stato il colpo del calciomercato… non ve lo ricordate e non volete, giustamente, perdere tempo per ricercarlo?

Vi do un aiutino, giovane, argentino, enorme e gioca in una squadra dai colori giallorossi. Niente?

Vabbè il suo soprannome è carro armato e non ha contenziosi aperti con fauna avicola di nessun genere… ma con signore anziane invece si.

Bravi avete capito… oggi si parla di Adolfo Julian Gaich.

A questo punto abbiamo due opzioni:

  1. Parliamo di Gaich come fossimo un sito di scouting e quindi giù di statistiche, palle stoppate, gol di sedere e follower sui social.
  2. Parliamo di Gaich come piace a me, come mi ha insegnato il maestro Renato Ferretti a ca… avete capito no?

Ok siamo in democrazia e quindi scelgo io, e come direbbe Quelo ho scelto “la seconda che hai detto”.

Lo so che non vi interessa che Adolfo Julian Gaich nasce a Bengolea il 26 Febbraio 1999, che è un attaccante dalla prorompente struttura fisica, alto quasi due metri per circa 90 Kg di peso.

Che diventa la punta di diamante del San Lorenzo de Almagro, e finisce sul taccuino dei più importanti club europei. Poi non si sa bene per quale motivo finisce a Mosca dove veste la maglia rossa del CSKA (vabbè alla quinta).

A Gennaio arriva in prestito in Italia, lo prende infatti il Benevento del presidente Vigorito che scommette su di lui.

L’argentino ringrazia e segna due gol in 5 presenze.

Del primo, bellissimo, segnato allo Spezia dopo aver messo a sedere un difensore e aver battuto Provedel con un pregevole sinistro, però se ne sbattono la maggior parte delle persone.

E allora parliamo del secondo, segnato ad una squadra che non ha saputo gestire bene il riposo infrasettimanale a differenza del Napoli (forse ne ha avuto troppo chissà).

“El Tanque” come ho scritto qualche riga fa non ha problemi con le galline, ma non porta il dovuto rispetto alle anziane signore, specie se vestono maglie solitamente a strisce bianconere.

Tutto sto teatrino per dirvi che al minuto 69 di Juventus – Benevento, l’attaccante dei campani ha sfruttato un pregevole assist di Arthur (che però gioca con la Juve), ha tenuto botta sul ritorno di Danilo e da poco dentro l’area di rigore ha lasciato partire una cannonata di destro che ha seccato l’incolpevole Szczesny.

1-0 per la Strega e tre punti in cascina per la salvezza di Pippo Inzaghi.

Per onestà bisogna dire che la Juve ha giocato tutto sommato bene, creando una marea di occasioni da gol, che Montipò ha fatto due o tre miracoli e altre cose cosi, ma alla fine sono sicuro che non vi frega niente nemmeno di questo… e allora di che parliamo?  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...