Vivere l’arte diventa una delle più importanti best practices aziendali

Quando si parla di collezione d’arte si può fare riferimento a moltissime realtà ma tra le più interessanti ci sono le corporate art collection. Facendo riferimento alle collezioni corporate ci si inserisce nel variegato mondo del business in ogni sua sfaccettatura. Le aziende trovano attraverso le collezioni d’arte un ponte in grado di far congiungere il mondo della cultura con quello degli affari.

Una domanda che sussiste (però sorge spontanea ed è relativa) è riferita a quale vantaggio può portare tale attività, potenzialmente molto dispendiosa, ad un’impresa che non presenta nel suo DNA nessun riferimento all’interesse culturale. L’apparenza inganna e infatti la carta della corporate collection può rappresentare per un’impresa il vero asso nella manica da poter sfruttare al fine di migliorare la propria immagine pubblica.

L’arte, storicamente parlando, si è da sempre prestata come lo strumento più efficace per veicolare un messaggio. Nonostante siano trascorsi secoli dall’epoca in cui la Roma imperiale era governata da Principi dotati di un occhio di riguardo verso la promozione della cultura, in quanto consapevoli del potenziale che essa poteva rappresentare, ancora oggi, possiamo osservare come la percezione di una attività che si impegna nella valorizzazione di uno specifico patrimonio è fonte di una considerevole crescita della sua popolarità.

Da sempre le attività filantropiche sono considerate un biglietto da visita capace di definire lo spessore di un brand. La promozione di attività di stampo culturale hanno una forte valenza di tipo sociale. Manifestazioni di natura culturale che si pongono l’obbiettivo di dialogare con la comunità del territorio dove operano sono spesso indirizzate alla valorizzazione della comunità che lo popola. Queste possono presentare l’impresa organizzatrice come maggiormente attenta a veicolare un messaggio di inclusione sociale.

Una corporate collection è il cuore pulsate delle campagne organizzate da un’impresa. Queste esistono al fine di definire l’anima del business e identificare il brand di un’aziende non semplicemente come frutto della gestione visionaria di imprenditori lungimiranti ma, soprattutto, per far sì che quest’ultima sia considerata inserita nel contesto contingente, consapevole ed interessata ai fenomeni della contemporaneità di cui non vuole e non può sentirsi estranea.

Il fenomeno è in crescita e i risultati ottenuti stanno consolidando la sua considerazione da un numero sempre maggiore di aziende. Lo studio portato avanti da Chiara Paolino, dottore di ricerca in Business administration presso l’Università Bocconi di Milano, e inserito nel testo “Le corporate collection in Italia- Dalla ricerca alla prassi” (Il mulino, 2019) definisce una chiara mappatura della crescita di tale pratica nel nostro Paese e chiarisce quali siano le condizioni per cui una collezione d’arte aziendale possa dimostrarsi la carta vincente per migliorare il brand dell’impresa.

L’attività di mecenatismo ha dei precedenti illustri nella storia del nostro paese e ancora oggi si dimostra, in forme differenti, come una modalità di investimento potenzialmente interessante. La storia dei nostri padri risulta un esemplare modello da cui attingere per comprendere quanto potente può dimostrarsi un attività di mecenatismo capace di dare vita ad un clima culturale effervescente.

Un’altra virtuosa abitudine legata alla costituzione della corporate collection è la commissione di opere d’arte site specific direttamente ad uno o più artisti. In alcuni casi, si giunge al caso dell’intervento artistico in cui il creativo mette a disposizione le sue competenze tecniche e collabora direttamente con i dipendenti dell’azienda per produrre l’opera destinata a fare parte della collezione aziendale permanente.

Organizzare una corporate collection consiste nell’investire una parte del patrimonio aziendale in una serie di manufatti o opere d’arte che vengono poi gestiti dall’impresa stessa. Nelle aziende in cui sono stati rintracciati i migliori risultati si sono osservati anche una serie di caratteristiche che delineano un profilo vincente per una collezione corporate.

In primis, una collezione aziendale davvero efficiente necessita della presenza di un personale adeguatamente formato e specializzato nella gestione di manufatti artistici, dotato quindi di una formazione umanistica ma che sia consapevole delle funzioni di impresa. Si evidenzia un dato nella casistica degli esempi più illustri: tutte le risorse umane impiegate nella gestione della collezione corporate provengono da altri settori dell’azienda in cui sono stati precedentemente attivi in attività nelle quali hanno compreso il mindset dell’impresa stessa.

Ulteriore caratteristica che accomuna una collezione corporate di successo è avere uno specifico budget ad essa indirizzato, al quale fanno riferimento i costi di gestione, del restauro, della curatela e dell’eventuale ampliamento della stessa.

Considerare la propria corporate collection come un bene di prestigio che faccia acquisire uno status privilegiato all’azienda è riduttivo e mette in ombra le grandi potenzialità di questo strumento. La collezione corporate necessita di essere considerata come l’arma per arricchire il proprio storytelling aziendale e, in particolare con la crescita della nuova attenzione del pubblico verso il tema della sostenibilità, molte aziende hanno orientato il proprio impegno verso il dialogo tra la rivalutazione culturale e la fruizione consapevole delle risorse naturali del territorio. 

Esempio coerente con tale tendenza è quello del noto brand, attivo nel settore della moda, Salvatore Ferragamo. L’attenzione di questa azienda nel costituire una collezione pertinente con la sua mission è stata il principio dell’organizzazione della mostra Sustainable Thinking presso il museo Ferragamo a Firenze (12/04/2019-08/03/2020). Opere e abiti accomunati dall’elemento della sostenibilità hanno delineato la volontà da parte del brand di comunicare la sua scelta di fare impresa seguendo politiche Green, applicandole attraverso un fare creativo.

La scelta di costituire una collezione rappresenta la volontà di un’azienda di investire su qualcosa di immateriale: un capitale morale che ne definisce l’identità e che può rappresentare una vera garanzia per l’impresa nei momenti di particolare instabilità. L’affidabilità del proprio brand è per l’azienda la moneta più preziosa e, se conservata nel tempo, garantisce la sua reputazione tra gli stakeholder come tra i clienti e, perché no, anche agli occhi dei suoi competitors.

Un pensiero riguardo “Corporate art collection

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