Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Lo chiediamo con largo anticipo, non ricominciamo con la psicosi e la riproposizione di quanto è avvenuto non poche settimane fa. Basterebbe rileggere le dichiarazioni dell’EMA sul caso AstraZeneca: «Siamo fermamente convinti che i benefici del vaccino siano superiori ai rischi di effetti collaterali». Punto. E allora perché questo pezzo non termina qui e siete ancora costretti a leggere altri paragrafi?

Nella giornata di ieri attraverso le pagine del New York Times negli Stati Uniti è stato lanciato un appello per sospendere il vaccino Johnson & Johnson. Questo perché in USA sono stati identificati sei casi che a settimane di distanza dalla vaccinazione hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue. Sono circa sette milioni i soggetti che si sono sottoposti al vaccino, ma la situazione viene monitorata e la Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control hanno deciso di fermare momentaneamente negli Stati la somministrazione.

Ma c’è una piccola differenza da segnalare e che deve far riflettere. Nonostante lo stop tutte le prenotazioni dei prossimi giorni sono state confermate e questo perché ai soggetti invece che Johnson & Johnson verrà somministrato il Pfizer. Che bello sarebbe poter contare su questa potenza di fuoco. Invece l’Italia ancora non corre, e per questo motivo il fatto che nella giornata di ieri nell’hub della Difesa a Pratica di Mare siano arrivate 184mila lotti da dover ridividere tra le Regioni è un bene.

Nessun isterismo. Nessuna preoccupazione di sorta se quelli sono i numeri, considerato che come detto da fonti molto più autorevoli di noi i benefici sono superiori ai rischi. Servirà solo rapidità e mano ferma. Parlare chiaro subito ed evitare che il dibattito si protragga troppo a lungo. Ne soffrirebbero tutti senza distinzione, considerato che il nostro Paese non riesce attualmente a far rispettare il proprio piano vaccinale, figurarsi individuare dosi sostitutive di quelle selezionate.

Fa bene non a caso il Ministro Gelmini e richiamare alla calma e pretendere che non si ripetano gli errori, soprattutto comunicativi, del caso AstraZeneca: «Un film già visto, anche Astrazeneca ha avuto questo percorso, ma i vaccini sono sicuri. Non allarmiamoci, il numero dei casi sospetti di Johnson&Johnson è inferiore a quelli di Astrazeneca, ma non vuol dire che non sono sicuri, è più pericoloso non fare il vaccino. Ci sarà un incontro dei ministri europei della salute, ma sono sicura che sarà riconosciuto come sicuro come già successo per Astrazeneca».

Diverse le parole di Brusaferro, che gela nel pomeriggio sul fronte vaccini: «Teniamo dosi Johnson & Johnson in stand by e verranno distribuite appena ci sarà chiarezza sulla situazione». Inammissibile. Non si perda tempo e si faccia solo il bene dell’Italia. Guardando gli altri paesi, europei e non, e il lavoro di ripresa che stanno portando avanti grazie alla riaperture deve essere un obbligo non fermarsi. Continuiamo bloccarci, nonostante non siamo ancora riusciti a partire come volevamo. Dunque non serve a nulla lamentarsi delle dosi di vaccino non somministrate alle classi a rischio, se poi per ogni minimo dubbio si tira il freno a mano. I benefici sono superiori ai rischi.

Un pensiero riguardo “Vi prego non ricominciamo

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