✒️ – Alla fine ha prevalso il buonsenso, ma anche i dati e le decisioni prese correttamente hanno fatto il loro lavoro. L’Italia può riaprire. Per una volta, forse la prima da inizio pandemia, queste parole non vengono usate come proclama casuale da indirizzare ai media per ottenere un paio di titoli, ma sono realtà. Realtà e normalità seguono ancora due strade molto diverse e lontane tra loro. O quanto meno, se per normalità intendiamo le giornate che viviamo da mesi ormai allora forse le vie si incontrano.

Ma visto che la nostra speranza è quella di poter tornare a tempi migliori, davvero, resta distanza. Ma per colmare è necessario iniziare a camminare fuori dal tunnel. Per questo la campagna vaccinale diventa fondamentale e indispensabile per non fermarsi. Diventerà allora cruciale la la giornata di martedì, in cui l’Agenzia europea del farmaco (EMA) esprimerà il proprio parere sulle dosi di Johnson&Johnson. Al momento il tutto è in stand by, ma la speranza è che tutto possa sbloccarsi. In meglio.

Quanto accaduto con AstraZeneca non deve essere dimenticato, né sul piano della comunicazione né sul piano delle decisioni prese. Dunque giusto controllare se ci siano dei rischi, ma alcune morti sospette rispetto a milioni di vaccinati sono, anche solo numericamente, meglio di centinaia di deceduti giornalmente a causa del Covid-19. Per questo motivo, secondo quanto filtra da alcune indiscrezioni, il via libera dovrebbe arrivare senza problemi, ma verrà raccomandato l’uso solo per gli over 60.

Un impulso ancora maggiore per tutta quella categoria di anziani e soggetti fragili che lo stesso premier ha voluto tutelare in maniera forte. Alzando anche la voce contro tutti coloro che non rispettano le regole danneggiandoli. Il Ministro Speranza, che è stato tolto dalla graticola con l’intervento delle forze politiche, ha esposto i grandi risultati ottenuti negli ultimi giorni: «Una fase diversa: sono stati somministrati in 3 giorni un milione di dosi di vaccino». Numeri che fino a poche settimane fa sembravano impossibili da realizzare.

Ma la cosa per una volta che ci può far sperare sono i numeri del calendario. Non c’è casualità nelle scelte del governo, ma stretta programmazione in base ai dati e agli azzardi, se così si possono chiamare, che il premier ha scelto di prendere insieme ai propri Ministri. E così per una volta non vaghiamo nel buio. Alla cieca. Ritorno a scuola totale anche alle superiori. Il 26 aprile rivedremo la zona gialla anche se rafforzata, e all’aperto si potrà tornare a mangiare fuori. Dal 15 maggio al via la grande riapertura delle piscine e il primo giugno sarà la volta delle palestre.

Era stata una delle fisse di Draghi quella di non promettere nulla che non sia veramente realizzabile. Alla fine ha avuto ragione lui. Pragmatico come mai nella sua vita forse si è ritrovato a gestire una crisi sanitaria che non aveva dato scampo al precedente inquilino di Palazzo Chigi. Il banco era saltato soprattutto per la presentazione del PNRR, ma Draghi è sembrato deciso fin da subito: tutti potranno dire la loro, ma prima il bene del Paese e la questione vaccini. Così è stato e così ha fatto. Adesso, anche se ancora senza correre, possiamo guardare fuori dal tunnel.

L’ESPRESSIONE

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