C’è un famoso detto che recita, i veri amici si vedono nel momento del bisogno. E fino a questo momento l’unico vero amico che avrebbe potuto salvare le sorti del Movimento Cinque Stelle sembra essere sparito dalla scene. Giuseppe Conte infatti continua a lavorare alla riforma del partito, ma per farlo continua la strada del silenzio e della poca attenzione mediatica. In realtà nella giornata di ieri però l’ex premier è stato costretto a intervenire.

Il motivo è ovviamente relativo al video pubblicato da Beppe Grillo in cui ha difeso il figlio accusato di stupro con altri ragazzi. Non è tanto il fatto che un padre provi a difendere il proprio figlio a fare notizia, ci mancherebbe, ma è il modo in cui il volto più noto del M5s sceglie di farlo. Semplicemente alla sua maniera, provando a ribaltare la situazione e far passare per colpevole quella che in realtà altri non sarebbe che la vittima di tutta questa vicenda.

Non sono mancate le polemiche provenienti da ogni parte politica. Secco il commento della Lega che sceglie di usare il proprio profilo ufficiale per ricordare a Grillo che il suo è un «garantismo a giorni alterni. Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente». Simile la reazione di quelli che sulla carta sono gli alleati in vista delle elezioni del PD, con Provenzano che scrive «Le parole di Grillo sono inaccettabili, tutta la solidarietà alla ragazza denigrata. Il M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare».

La deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli si scaglia contro l’arroganza del leader politico e chiede che venga convocata la conferenza dei capigruppo per discutere sul tema. Ma anche Italia Viva attraverso Maria Elena Boschi si scaglia contro il Movimento: «Un video scandaloso, non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso. Le sue parole sono piene di maschilismo, quando dice che la ragazza è sostanzialmente una bugiarda perché c’ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza perché forse Grillo non sa il dolore che passa nelle donne che a volte ci mettono anche settimane per superare dolore angoscia».

E così Conte è stato costretto a ricordare, almeno a quelli del suo futuro partito, che è lui il leader, e che in quanto tale è in grado di gestire la situazione. In particolare l’ex premier doveva riuscire a calmare le acque interne al partito, particolarmente scosso dal video e per niente tranquillizzato dalla comunicazione del reggente Vito Crimi. «Sono e siamo umanamente vicini a Beppe Grillo, un uomo e un padre che sta vivendo un dramma che non è augurabile a nessuno. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che accerterà la verità. Quando si ha a che fare con la vita delle persone, con vicende di una tale delicatezza, è più che mai opportuno che i fatti vengano trattati dai media evitando conclusioni affrettate e la ricerca di sensazionalismi» sono state le sue parole.

Insomma serviva una posizione ferma e sicura, che partisse da una voce autorevole capace di mettere tutti d’accordo. «Ho avuto modo di parlare con Beppe Grillo – le parole di Conte – in più occasioni e conosco bene la sua sensibilità su temi così delicati. Sono ben consapevole di quanto questa vicenda familiare lo abbia provato e sconvolto. È una vicenda che sta affliggendo lui, la moglie, il figlio e l’intera famiglia. Comprendo le preoccupazioni e l’angoscia di un padre, ma non possiamo trascurare che in questa vicenda ci sono anche altre persone, che vanno protette e i cui sentimenti vanno assolutamente rispettati, vale a dire la giovane ragazza coinvolta nella vicenda e i suoi familiari che sicuramente staranno vivendo momenti di dolore».

La situazione resta accesa e la tenuta della stessa maggioranza potrebbe essere messa a rischio da quanto accaduto. Draghi non perderà di certo la fiducia, ma la stima che invece dovrebbero avere tra loro i partiti, al momento già molto bassa, rischia di distruggere la tenuta di uno dei due grandi blocchi che dovrebbero sfidarsi alle elezioni. Sarà la scelta di urlare davanti alla videocamera o il fatto che le argomentazioni non fanno altro che aizzare gli animi contro il figlio di Grillo, e non calmarmi come invece avrebbe voluto, ma la situazione è grave. Tanto più lo diventerà se non si interverrà dall’interno con decisone e mano ferma. Il partito sembra alla deriva e l’unico che dovrebbe remare una barca ingovernabile ancora non ha scelto quando iniziare a farlo.

Un pensiero riguardo “Alla deriva

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