Settimana di divorzi e minacce quella che si è appena conclusa nel nostro Paese. Eppure si sa, quando una coppia si separa sono sempre i figli a rimetterci. O almeno è questo quello che si racconta. E così assistiamo a innocenti che restano feriti nel mezzo del fuoco incrociato tra parte che, fino a poco tempo prima, si erano amate. O come recitava un film di Ettore ScolaC’eravamo tanto amati“.

Lasciamo ovviamente all’inarrivabile Guido Vitiello il compito di trovare similitudini tra questa vicenda politica e la storia del cinema, italiano e non, però citare Scola può aiutare. È l’esempio della larga maggioranza che sostiene Mario Draghi, che non si è mai veramente del tutto amata, ma che ha saputo mettere in alcune occasioni da parte le divisioni per un bene superiore. L’unità nazionale.

Ma non si può pretendere che tutto fili liscio da qui al 2023, e così ecco che Matteo Salvini torna a fare quello che gli riesce meglio: l’opposizione. I temi della riapertura e del coprifuoco da far slittare sono ovviamente i più popolari, così non si perde occasione per cavalcarli. Neanche quando si tratta di parlarne in Consiglio dei Ministri la Lega fa sconti, arrivando a fare opposizione scoprendo che il provvedimento resterà in vigore, così come è, fino al 31 luglio.

Draghi alla notizia di un’opposizione del Carroccio avrebbe semplicemente risposto con un “bene“. Senza rimanerci neanche male, ha accettato la possibilità che non tutti potessero essere d’accordo. Lecito. Ma quando l’amore non c’è basta poco per far scattare la lite, e così ecco che nello stesso Consiglio dei Ministri non sono mancate le polemiche e i j’accuse. Un tutti contro tutti che vedrebbe i partiti della maggioranza Ursula chiedere a Salvini di scegliere. O con loro o contro di loro. E intanto Draghi in mezzo cerca di mediare, come un figlio con i genitori che non riescono più a parlarsi per via dei litigi.

Ma non c’è solo il governo, ma anche l’ex governo a fare le spese di questi divorzi. O meglio, l’ex capo di governo e inquilino di Palazzo Chigi. Giuseppe Conte infatti prende atto della divisione definitiva dalla piattaforma Rousseau. In questo caso però l’ultimatum era stato lanciato da Casaleggio nei confronti del M5s, anche se non aveva sortito gli effetti sperati. «La scelta è dolorosa, ma inevitabile» si legge nel comunicato pubblicato nel Blog delle Stelle. Un po’ come spesso avviene all’interno di un divorzio.

Quando un rapporto si logora è difficile da recuperare. Quando ci sono di mezzo i figlio si può provare a soprassedere, a trovare magari qualche alternativa. Ma quando di mezzo ci sono i soldi, come in questo caso con 450mila euro di arretrati non versati nelle casse di Rousseau, è difficile recuperare la situazione. Ma da un divorzio può nascere anche un’opportunità. Il segreto sarebbe racchiuso nel trovare la strada per individuare i propri errori e migliorare sé stessi. Ma se si crede che la colpa sia solo dell’altro la strada sarà tutta in salita.

Un pensiero riguardo “Divorzio

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