L’arte è uno strumento. 

Molti potrebbero non essere d’accordo con questo assunto. Nonostante questo è impossibile negare che gli artisti hanno per secoli svolto un servizio non esclusivamente intellettuale: il loro lavoro non è sempre stato indirizzato verso l’analisi del mondo che li circondava in una dimensione di totale indipendenza.

L’artista oggi vive una condizione privilegiata rispetto a ciò che era un tempo il suo ruolo istituzionale: già dalla fine del settecento, sopratutto grazie all’insorgere del romanticismo, la creatività ha cominciato a svincolarsi dall’esigenza di avere un committente che potesse sostenerla. I Romantici hanno dato l’avvio ad un percorso il cui risultato ai giorni nostri osserviamo con superficialità e diamo per scontato quanto il ruolo del creativo abbia impiegato secoli per essere interpretato nella totale libertà odierna.

Quello dell’artista è un mestiere che comunque rimane privo di certezze ed equilibri, richiede la grande passione di un individuo che è pronto a mettere da parte la sua personale tranquillità per privilegiare un fine superiore, più nobile certamente, quello di dare voce al proprio estro e impegnarsi affinché questo possa essere utile al prossimo.

L’artista, molto spesso, ha delle caratteristiche che lo rendono riconoscibile, in primis la particolare sensibilità. Questo valore è estremamente utile quando si parla di relazioni umane. La creatività e il talento nel ricercare sempre una strada alternativa per poter raggiungere un obbiettivo, rispetto a quella già battuta in precedenza, sono skills utilissime nell’universo imprenditoriale.

L’attenzione che le imprese stanno rivolgendo verso la cultura e le arti è in progressiva crescita come abbiamo già potuto comprendere da quanto scritto nell’articolo Corporate art collection. La volontà di un’azienda di fregiarsi della collaborazione con artisti e costruire nel tempo una propria collezione è però giustificata con differenti elementi in base al settore in cui l’impresa di riferimento opera.

Ad esempio le imprese che lavorano nel settore bancario tendono a considerare la carta della cultura come uno strumento finalizzato al dialogo con gli stakeholder, ovvero azionisti, clienti, dipendenti, fornitori o semplicemente la comunità con cui l’organizzazione interagisce. Non è certo un caso infatti che le realtà bancarie siano anche quelle che possono vantare una reportistica sui dati raggiunti grazie alle proprie iniziative culturali e che tengono a far sì che tutti i potenziali elementi che fanno parte del network siano ben informati su tali dati.

Una differenza si rintraccia invece nei settori creativi e manifatturieri, dove invece gli investimenti di tale natura sono maggiormente finalizzati a poter ridefinire il proprio brand, ma soprattutto ad instaurare partnership e cercare individui interessati alla sponsorizzazione.

Tra le funzionalità che l’arte può proporre ad un’azienda non c’e solo un beneficio di carattere esterno e quindi di supporto ad attività relative al branding e al corporate storytelling. 

La committenza di un’opera d’arte da parte di un impresa ad un artista è molto spesso il primo passo verso una relazione più duratura e che può prendere strade diverse. L’artista può portare alla realtà aziendale molti benefici di carattere sociale. Nella maggior parte dei casi la committenza di un’opera d’arte si concretizza nella realizzazione di un’installazione, una scultura o una pittura in site specific, ovvero realizzata e allestita direttamente nel luogo che andrà ad ospitarla per il tempo a venire. 

Nei lavori di progettazione, e successiva realizzazione, l’azienda può richiedere all’artista di includere nel suo operato i dipendenti dell’impresa stessa, al fine di sensibilizzare quest’ultimi al valore che quella specifica opera andrà a rappresentare. La cooperazione di dipendenti e artisti rappresenta un’occasione incredibile per rafforzare il rapporto tra i lavoratori oppure dimostrarsi capace di risolvere situazione di disputa tra di essi.

Realizzare un’opera d’arte in questo modo si dimostra anche efficace per correggere i possibili fraintendimenti tra i dipendenti e il management: due emisferi che, in molti casi, non hanno facile comunicazione. La risoluzione di conflittualità o il chiarimento di linee aziendali spesso incomprensibili per i lavoratori rappresentano solo alcuni dei variegati esempi in cui si può osservare come la cultura e l’arte siano capaci di dare grande beneficio alle realtà imprenditoriali attive in ogni settore.

Il lavoro al fianco di un artista è in grado di fare comprendere al dipendente quale siano i caratteri più importanti dell’identità dell’azienda per cui lavora: il creativo indossa l’abito di guida e di medium tra i due estremi della piramide gerarchica dell’impresa.

L’arte è un mezzo di comunicazione e saper veicolare il messaggio giusto con il mezzo più adatto può fare la differenza in molteplici situazioni. La comprensione dell’arte è qualcosa di innato e l’uomo sarà sempre affascinato o turbato da ciò che il creativo pone di fronte il suo sguardo, quel che rimane da capire è come le aziende del futuro sapranno sfruttare questo poliedrico strumento.

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