Partiamo da un dato, un po’ come farebbe il Presidente del Consiglio. La Camera approva il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti. Il Senato approva il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti. Una netta vittoria, dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio che ha richiamato tutti all’ordine riuscendo nel proprio intento di inviare il piano per tempo all’Unione Europea.

La vera notizia però non è tanto che l’Italia abbia scelto di investire nel proprio futuro, sarebbe strano il contrario. Il discorso pronunciato nella giornata di ieri dal premier è bastato per far capire che non è più il tempo dei giochi. Citare De Gasperi e i tempi della guerra ha il suo peso e, non a caso, la situazione non sembra essere tanto diversa. La ricostruzione deve avvenire il prima possibile e per questo l’ingente quantità di soldi che verrà erogata da Bruxelles non potrà essere sprecata.

Ma come detto, la vera notizia è un’altra. Si perché mentre in aula ognuno andava dichiarando per questo o quel motivo il proprio voto, la politica continuava a dividersi sulla questione relativa al coprifuoco. All’interno della maggioranza infatti è stato raggiunto un accordo con cui il governo si impegnerà a rivedere entro maggio le limitazioni di orario. Ovviamente il tutto dipenderà dall’andamento dei contagi e dai dati, ma esiste la possibilità che molto prima del 31 luglio si possa prolungare il coprifuoco oltre le 22:00.

Vittoria di Salvini? Il leader della Lega esulta, ma lo stesso Draghi sembra avesse confermato in Consiglio dei Ministri a Giorgetti che avrebbe rimesso mano agli orari non appena sarebbe stato possibile. Ma ovviamente, quel che accade in CdM rimane in CdM. Frivole battute a parte, in molti hanno cavalcato ovviamente la notizia, sostenendo che in realtà in molti erano poi favorevoli a un prolungamento dell’orario anche se nessuno osava chiederlo come Salvini.

Ma se Draghi rimane super partes, la stessa cosa non si può dire dei partiti che ovviamente colgono ogni occasione per lanciare il guanto di sfida. La stessa richiesta di prolungare il coprifuoco altro non è diventata che una sfida a tutto campo tra chi voleva aprire e chi voleva chiudere. Il premier era conscio degli schieramenti e ovviamente non ha offerto il fianco a nessuna delle due parti, che intanto si sono fatte la guerra. Letta ha messo nel mirino la permanenza di Salvini nella maggioranza. All’orizzonte c’è il voto per il Quirinale e l’idea potrebbe essere quella di arrivarci con una maggioranza Ursula.

Per chiudere una “nota di colore”. Per tutti coloro che ancora sostengono che l’esecutivo Draghi sia solo un prolungamento del governo Conte, o che lo stesso PNRR approvato altro non sarebbe che un copia e incolla del piano realizzato dal futuro leader grillino, si ascoltino le parole pronunciate da Giorgia Meloni nella giornata di ieri. Il leader di FdI ha, in breve, accusato il premier di aver cestinato il precedente piano. «Il governo Draghi ha buttato il pessimo Piano di Conte, il problema è che con il pessimo Piano di Conte ha buttato pure tutto il lavoro che aveva fatto il Parlamento della Repubblica italiana». Chissà se ancora continuerà la storia dei governi gemelli.

Un pensiero riguardo “Che ore sono?

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