Esiste un limite alla libertà di espressione? La domanda potrebbe apparire retorica per molti, ma nonostante tutto è questo l’argomento che continua a tenere botta nel dibattito pubblico di queste ore. Ma andiamo per ordine. Negli ultimi giorni sul web, e non solo, sono scoppiate le polemiche in merito alla messa in onda dello spettacolo di Pio e Amedeo. Il duo ha infatti costruito uno sketch, se così si può chiamare, in cui spiegherebbe come le minoranze che vengono prese in giro dovrebbero farsi una risata e non prendersela.

Ma allora perché non schernire chi queste minoranze non le deride ma le umilia fisicamente e verbalmente? Forse è questa la domanda che ieri sera dentro di sé si è posto Fedez. Il rapper infatti è salito sul palco del Primo Maggio e ha letto un discorso a favore del Ddl Zan in cui, tra le altre cose, citava alcuni membri della Lega che, politicamente parlando, si sono opposti e continuano a farlo al disegno di legge, sostenendo che i reati trattati al suo interno siano già coperti dall’attuale legge italiana.

Ma Fedez in realtà non ha detto nulla che già non si sapesse. Sorvoliamo momentaneamente sulle pressioni ricevute per non leggere o modificare il proprio discorso, quando cita membri della Lega e loro dichiarazioni non fa altro che informare. L’informazione, stando a enciclopediche definizioni niente di astratto dunque, altro non sarebbe che una notizia, un dato o un elemento che consente di avere conoscenza più o meno esatta di fatti, situazioni, modi di essere.

Fedez legge semplicemente dichiarazioni che sono facilmente individuabili sul web. Lo fa durante un concerto su Rai 3 dirà qualcuno, ma poco importa in realtà. Se un giornalista avesse costruito un servizio con quelle dichiarazioni cosa sarebbe cambiato? Avrebbe reso un servizio, quello di informare. Qualcuno allora dirà che non spetta a lui fare proclami di questo genere in quanto esterno a queste dinamiche. E si potrebbe dunque rispondere che la libertà di parola è un diritto, un concetto base nelle democrazie liberali. E lui applica questo principio senza nessun tipo di scherno nei confronti di nessuno.

Se qualcuno si è offeso per aver ascoltato dichiarazioni pesanti di politici in merito alla comunità gay non dovrebbe prendersela con Fedez, ma al massimo con chi quelle asserzioni le ha pronunciate davvero. Arriviamo però ora al vero tema del discorso che è andato oltre, purtroppo per il rapper, il Ddl Zan. Perché a far notizia è il fatto che l’emittente avrebbe provato a censurare il discorso di Fedez o quantomeno a modificarlo.

E allora si torna alla domanda iniziale. Esiste un limite alla libertà di espressione? Un artista, qualunque sia il suo ramo di appartenenza, ha il diritto di potersi esprimere come meglio crede. È evidente. Certo Rai 3 non è il profilo Instagram di Fedez, in cui lui può dire veramente il «c***o che gli pare». Cambiando il luogo, cambia anche il registro. E Fedez questo lo sa e lo ha messo in pratica. Dunque dove sarebbe il problema? Non ha espresso critiche ma riportato fatti, provando a smuovere l’opinione pubblica in merito a un tema così delicato che merita attenzione.

Esiste un limite alla libertà di espressione? Non deve assolutamente esistere, se questa viene messa in pratica mediante il rispetto e la consapevolezza del luogo in cui ci si trova. È sbagliato che Fedez prenda posizione in merito a un così delicato argomento come il Ddl Zan? È un suo diritto, tanto più se lo fa a parole e senza offendere nessuno. Questa cosa dà fastidio a qualcuno? Magari quel qualcuno dovrebbe farsi una risata e non prendersela.

Di seguito il testo completo del suo intervento andato in scena ieri sera.

Mi assumo delle responsabilità per quello che dico e faccio. Sappiate che il contenuto di questo discorso è stato definito come inopportuno dalla vice direttrice di Rai Tre. Buon Primo Maggio e buona festa dei lavoratori, anche a chi un lavoro non ce l’ha e non ha potuto, da oltre un anno. E quale migliore occasione per celebrare la festa dei non lavoratori se non un palco?
Per i lavoratori dello spettacolo  questa non è più una festa. Caro Mario capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e di quelli dello spettacolo si equivalgono.
Quindi non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza. E che è regolato da normative stabilite negli anni quaranta e mai modificate. 
Adesso arriva la parte non approvata. A proposito di SuperLega, due parole sull’uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari. Ecco Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che già è stato approvato alla camera come il ddl Zan può essere bloccato dalla voglia di protagonista di un singolo.
Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che per anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza. Vorrei decantarvi un po’ dei loro aforismi, se posso. “Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, Giovanni de Paoli, consigliere regionale Lega Liguria. “I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali”, Alessandro Rinaldi, Consigliere per la lega Reggio Emilia. “Gay vittime di aberrazioni della natura”, Luca Lepore e Massimiliano Bastioni, consiglieri regionali leghisti, questa l’hanno scritta insieme chissà da soli cosa potevano partorire! I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie, Alberto Zegger consigliere comunale la Lega Nord a Verona. Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza, Stella Conosceva candidata leghista. L’ultima è quella che ha anche un tocco fantasy dentro: “Fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay”, candidata della Lega Giuliana Livigni.
Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al DDL Zan. E allora guardiamole queste priorità. Il Senato non ha avuto tempo per il DDL Zan perché doveva discutere: L’etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di bilinguismo dei poliziotti di Bolzano!
E per non farsi mancare nulla il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante del diritto della tutela di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza.
Ma a proposito di diritto alla vita, il presidente dell’associazione Pro Vita, l’ultra cattolico e anti abortista Jacopo Coghe, amico di Pillon, in questi mesi è stata la prima voce a sollevarsi contro il DDL Zan.
L’antiabortista non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Quindi cari anti abortisti, caro Pillon, avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori e non vi siete accorti che il nemico ce lo avevate in casa.

2 pensieri riguardo “Sul concetto di libertà

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