Tanto tuonò, che alla fine venne a piovere. Lo scontro al vertice tra Enrico Letta e Matteo Salvini era nell’aria da tempo, più o meno da quando il nuovo segretario del Partito Democratico aveva accettato il nuovo incarico dalle parti del Nazareno. E nella giornata di ieri questo scenario si è concretizzato, con la prima mossa verso una possibile rottura. È infatti andato in scena un incontro tra il segretario PD e il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Letta ha richiesto un confronto con il premier per fare il punto sul Recovery Plan e su come il governo ha intenzione di gestire la propria agenda. Solo che il democratico non si è fermato a discutere di questo, ma si è spinto più in là sottoponendo a Draghi la sua insoddisfazione per il metodo Salvini. Niente a che vedere con il più famoso metodo Casalino, che si occupava di gestire la comunicazione di Giuseppe Conte e non dei temi trattati.

Quello che non va giù a Letta è questo continuo fare dentro fuori dalla maggioranza di governo. Una mattina sostiene le scelte dell’esecutivo, che sta contribuendo a tenere in vita scegliendo di stare all’interno dei partiti che lo sostengono, e il giorno dopo invece ci si scaglia contro, criticando le decisioni prese e proponendo l’esatto opposto di quanto trapela dalle riunione del Consiglio dei Ministri. Insomma Letta è stanco di questo continuo stare all’opposizione e far parte della maggioranza.

Non si è fatta ovviamente attendere la risposta del leader del Carroccio, che più che di metodo sottolinea come la sua condotta possa essere riassunta con una parola sola: concretezza. «Stanotte ad esempio – dice Salvini ad Affaritaliani.it – sono state approvate in Commissione al Senato le proposte della Lega sui soldi per i genitori separati in difficoltà. Questo è il ‘metodo Salvini’: leali e propositivi, non ci occupiamo di Ius Soli e ci fidiamo degli Italiani».

Quindi riassumendo, uno critica l’altro di stare con un piede dentro e uno fuori dalla maggioranza; l’altro invece risponde che non serve preoccuparsi di questo ma dei fatti che realizza ogni giorno. È critica contro concretezza. Decisione contro ambivalenza. Ma la vera domanda è: quanto ancora Draghi permetterà tutto questo? Il cambio di passo c’è stato, è evidente ormai. Ma nonostante le amministrative si avvicinino appena arriveranno i soldi da Bruxelles si dovrà smettere di scherzare. E scegliere definitivamente da che parte stare sarà un obbligo.

Un pensiero riguardo “Scontro al vertice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...