È di due giorni fa la notizia del rigetto da parte del Tribunale di Cagliari del reclamo presentato da Vittorio Crimi sulla dichiarazione di illegittimità dell’espulsione dal Movimento della consigliere regionale Carla Cuccu. E dopo neanche quarantotto ore lo scontro si fa sempre più intenso. Perché i grillini devono guardarsi sia dal rischio di ulteriori proteste da parte degli espulsi, che dalla polemica relativa a Rousseau.

In particolare è questa a tenere banco, visto che la diatriba tra Casaleggio e il Movimento continua giorno dopo giorno a bloccare il lancio del nuovo partito di Conte. Il motivo vedrebbe la lunga lista degli iscritti diventare un tesoro prezioso. All’ex premier serve per poter lanciare definitivamente il nuovo Movimento 2.0. A Casaleggio serve per ottenere 450mila euro, soldi arretrati che continua a chiedere per poter sbloccare a situazione.

Così nella giornata di ieri è tornato a parlare proprio il futuro leader del Movimento, Giuseppe Conte. Questo ha rilasciato alcune dichiarazioni a Repubblica per provare a smuovere la situazione. «Davide Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l’unico e legittimo titolare. Su questo c’è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali. Chiederemo l’intervento del Garante della Privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento».

Il punto è che Casaleggio, legalmente parlando, non sta sbagliando a non consegnare la lista. O meglio, non sta sbagliando a non consegnarla a Conte, Crimi o Grillo in persona. Questo perché l’Associazione Rousseau, che detiene al momento questa preziosa lista degli iscritti, può consegnare i nomi solo a un legittimo titolare. Un soggetto ritenuto legalmente in grado di poter ricevere i documenti. Solo che al momento l’unico in grado di poter ricevere questa lista sarebbe Silvio De Murtas, curatore speciale deciso dal Tribunale di Cagliari in occasione del giudizio sull’espulsione della consigliera Cuccu.

Ovviamente non viene neanche presa in considerazione l’ipotesi che De Murtas possa ricevere la lista da Casaleggio. Ma quali sono le alternative? Il proprietario di Rousseau, per motivi di privacy, intende cedere la lista solo a un rappresentante del Movimento legittimato legalmente da un voto degli iscritti. Affinché questo possa verificarsi però è necessario aprire sul suo portale una votazione; cosa che non potrà essere fatta finché il partito non pagherà quanto richiesto. Per farla breve è come se tutti si agitassero, ma alla fine nessuno si muovesse davvero. Uno tiene sotto scacco l’altro, chissà quando si dichiarerà la fine della partita.

Un pensiero riguardo “Il paradosso di Rousseau

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