«Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette». Sono queste alcune delle parole che si possono leggere all’interno di un comunicato del M5S, che nella giornata di ieri si è visto per l’ennesima volta negare la ormai più che famosa lista degli iscritti. Un fatto gravissimo si legge ancora nel post apparso su Facebook, che però rende ormai palese un fatto ancor più grave.

È infatti evidente a tutti gli osservatori che il partito di Conte, anche se ancora legalmente non lo è ma questo è ovviamente un altro discorso, si trovi attualmente sotto il controllo di un privato. Rousseau altro non sarebbe che un fornitore di servizi, a cui il Movimento si è appoggiato fin dal primo giorno. Solo che il blog continua a tenere ben stretta quella lista. Un anomalia democratica non da poco direbbe qualcuno, anche se lo statuto che era stato ideato all’alba del movimento sembrava chiara su questi temi.

Per il Blog delle Stelle questa scelta non è affatto illegittima però, visto che «l’elenco degli iscritti non è un pacco postale da consegnare a qualcuno, ma rappresenta una comunità di centinaia di migliaia di persone alla quale abbiamo dedicato il nostro lavoro e il nostro tempo con la massima professionalità e che, quindi, rispettiamo profondamente». Proseguendo la lettura ci si imbatte anche in affermazioni relative al fatto che in molti abbiano abbandonato il blog, per paura che i loro dati venissero trasmessi a soggetti non idonei a riceverli.

La situazione è esplosiva, visto che solo due giorni fa Crimi aveva inviato una diffida a Rousseau per la consegna, che è stata ovviamente ignorata. La stessa sorte era toccare all’avvocato Demurtas, nominato dal Tribunale di Cagliari come unico curatore legale degli interessi del partito. Ovviamente nessuno nel partito vuole che sia questo ad ottenere i dati, e proseguendo nella lettura del comunicato apparso sui social si può infatti leggere che «i dati degli iscritti, nei prossimi giorni, torneranno nella disponibilità del Movimento 5 Stelle, questo è certo!». Ma può bastare una velata minaccia o l’annuncio di portare Rousseau nelle sedi giudiziali penali, civili e amministrative consone per giudicare quanto sta accadendo? Ovviamente no.

Lo stallo potrebbe durare ancora a lungo, solo che finché Conte continuerà a non annunciare la nascita del M5S 2.0 i sondaggi non faranno che calare e alle prossime elezioni del 2023 le percentuali potrebbero non essere a due cifre. Ma non c’è solo questo, visto che Di Battista ha creato, guarda il caso, il proprio blog personale. Entrando la prima cosa che si può leggere, escluso il video promozionale del suo ultimo libro, è la frase: «Il mio blog ufficiale, uno spazio collettivo per il pensiero libero». Un Movimento d’altri tempi, che potrebbero portar via con sé non tanto la lista degli iscritti quanto piuttosto la maggior parte dei consensi. E questo sarebbe senza dubbio peggio.

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