Una volta sarebbe stato un tema delicato, eppure da quando a Palazzo Chigi è subentrato Mario Draghi niente sembra riuscire a dividere la maggioranza senza la sua approvazione. Non è un caso infatti che i partiti siano finiti a litigare tra loro per questioni relative alle prossime amministrative o per sventolare questa o quella bandierina, cosa più che mai lecita sia chiaro.

La differenze rispetto al precedente inquilino però è evidente. E lo diventa ancora di più dopo che nella giornata di ieri è andato in scena un incontro tra Draghi e i capi delegazioni, che ha avuto lo scopo di spiegare quello che sarà il Decreto Legge dei prossimi giorni in cui verrà istituita la cabina di regia per gestire il Recovery Plan. Argomento di scontro e molto delicato durante il governo giallorosso, ma che l’attaule premier ha saputo organizzare al meglio per non scontentare nessuno.

L’idea sarebbe stata quella di organizzare un sistema di governance variabile. Se infatti veniva rimproverato a Conte l’eccessivo accentramento dei poteri e del controllo sui fondi di Bruxelles, Draghi evita l’impasse scegliendo di dividere la cabina tra Palazzo Chigi e la direzione generale del Ministero di Economia e Finanza, optando per una partecipazione a rotazione dei vari Ministri e dei vari presidenti di Regione che saranno parte interessate del tema. Un’apertura a più livelli che garantisce allo stesso un dialogo sempre aperto con le parti sociali.

Un potere persuasivo incredibile quello di Draghi fino a questo momento, che è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati nel discorso programmatico alle Camere e che non sembra volersi fermare. Il tempo a sua disposizione non è molto, nel 2023 si tornerà alle urne, e il premier vuole essere certo di lasciare al Paese una struttura solida per continuare a camminare da sola. Poco importa se qualcuno lo tenta con posizioni dalle parti del Quirinale, al momento Palazzo Chigi gli calza a pennello e se i partiti riescono ad andare d’accordo, almeno sulle sue proposte, tanto meglio. Tutto ciò che fa da contorno resta a disposizione dei vari leader politici sia chiaro.

Intanto però Draghi nella giornata di ieri porta a casa anche una seconda vittoria, molto più personale. Stando infatti a un sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 il 50,6% degli intervistati riconosce all’ex banchiere della BCE di aver svolto un buon lavoro nei suoi primi cento giorni da Presidente del Consiglio. Il 27,6% non sa giudicare o non risponde mentre il 21,8% ha espresso un giudizio negativo. Se la politica guarda spesso e volentieri ai numeri, si può allora concludere che per il futuro dovremmo continuare a stare tranquilli.

Un pensiero riguardo “Cabina di regia variabile

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