Lontani nelle posizioni, ma vicini nei problemi. Se infatti in Italia è ancora oggi possibile parlare di schieramenti di destra e di sinistra, o meglio centrodestra e centrosinistra, è evidente come oggi questi due schieramenti siano alle prese con problemi che mettono in crisi la loro immagine dinanzi al Paese. Andiamo con ordine ovviamente.

Da un lato ci sarebbe il blocco di centrodestra, con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che se al governo si trova diviso rispetto al supporto a Mario Draghi, ha scelto di muoversi compatto e sostenersi a vicenda in vista delle amministrative di ottobre. Tutta un’altra musica rispetto al centrosinistra, dove PD e M5S alla fine sembra faranno la guerra. C’è solo un problema, questa unità d’intenti non viene poi traslata verso i cittadini che si ritrovano spiazzati.

Perché se è vero che nelle proiezioni questi tre partiti potrebbero governare il Paese, sottolineiamo in base alle proiezioni, quando poi si tratta di dover decidere come muoversi per elezioni non nazionali non trovano soluzioni. Salvini, Meloni e Tajani infatti continuano a rimandare la nomina dei candidati che correranno nelle grandi città, ma siamo quasi a giugno e durante l’estate la campagna elettorale non funziona così tanto se i cittadini sono in ferie. Il paradosso si mostra nel suo splendore allora, visto che la coalizione che chiede a gran voce elezioni anticipate per governare l’Italia non è capace di nominare dei candidati validi per le amministrative.

Non se la passa tanto meglio il centrosinistra, dove il Movimento Cinque Stelle continua a essere ostaggio di Rousseau e della lista degli iscritti che non viene rilasciata da Casaleggio. C’è poi Enrico Letta, che ormai ha fatto dello sventolare bandierine e dello scontro con Salvini la sua strategia. La sensazione è che il segretario democratico voglia a tutti i costi spingere il PD a sinistra, al punto da non permettere più l’utilizzo del termine centro. Nel suo piano però sono coinvolto anche i grillini, che devono essere trascinati verso la sua posizione.

Vero che il blocco di centrosinistra non ha problemi di candidati, anzi ce ne sono troppi e si deve decidere come dividersi le città insieme al Movimento, ma Letta ha i suoi problemi. Grida da tempo, e a gran voce anche, di spingere la Lega fuori dall’alleanza di governo, ma con le sue continue uscite, ultima delle quali quella per cui lo stesso Draghi lo ha ripreso, è lui a spostarsi verso l’esterno della maggioranza. Un rovescio della medaglia per lui, che però non sembra volersi fermare.

L’obiettivo di Letta pare essere quello di ricordare a tutti la vera anima del partito. Anzi, l’anima e il cacciavite. Quello che è il titolo dell’ultimo libro del segretario democratico rappresenta la volontà di individuare la giusta strada per “ricostruire l’Italia“. Qualcosa che in fondo a modo suo sta provando a fare anche il centrodestra. Solo che fino a questo momento i personalismi e le incertezze hanno prevalso sul bene comune. Non un grande inizio insomma.

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