✒️ – Scuṡa s. f. [der. di scusare]. – 1. L’atto dello scusare e più spesso dello scusarsi, e le parole, la frase con cui si scusa sé o altri. 2. Perdono di una lieve mancanza o offesa.

Le scuse che il Ministro Di Maio ha rilasciato in una lettera a Il Foglio per il caso Uggetti sono il vero evento clou della settimana. Poco importa in realtà se la scelta sia stata portata avanti perché necessaria a convivere con il blocco del Partito Democratico, che una volta era il nemico giurato del Movimento, o meno. Qualcosa sta cambiando.

La fine del giustizialismo senza remore indica, forse, la stessa fine del M5S per come tutti lo conoscono. Anche coloro che lo hanno sempre votato e sostenuto. Ecco che le scuse al sindaco di Lodi possono diventare sia un ramoscello di ulivo per il partito di Letta che un mezzo per parlare a tutti i vecchi elettori. Il motivo? Perché quello che era stato il movimento di Grillo non tornerà più e se lo farà non sarà comunque la stessa cosa.

Una semplice parola, cinque misere lettere, che mettono in discussione praticamente l’intero sistema politico. Perché anche se non sembra a oggi il Parlamento è ancora costruito in base ai voti del 2018 dove il garantismo non era certo un argomento che stava a cuore dei pentastellati. Ma ci sono anche movimenti interni agli schieramenti che vengono sconvolti dalla lettere inviata dal Ministro Di Maio.

Letta resta infatti di stucco, visto che negli ultimi mesi nonostante la sua comunicazione sia unicamente costruita per dare contro a Salvini in cuor suo sa che la battaglia più importante è quella con gli alleati. Le amministrative di ottobre si avvicinano e a oggi non c’è stata alcuna rinuncia, ma una battaglia a tutto campo che se si dovesse andare al ballottaggio lascerebbe qualcuno scontento. Una mossa inaspettata insomma.

Così la pensa anche Giuseppe Conte, che ha scelto la via del silenzio in attesa che si sblocchi la situazione con Rousseau che continua a tenere per sé la lista degli iscritti. Situazione che non aiuta sicuramente il partito, che nei sondaggi continua a scendere e che in vista delle elezioni di ottobre non se la passa bene. L’unico candidato forte a oggi è la Raggi, ma il movimento resta in silenzio visto che la riforma non arriva e che nessuno sa come superare l’impasse. Intanto Di Maio fa la sua mossa, scavalcando non pochi nomi grillini e mettendosi anche una spanna sopra quello che dovrebbe essere il suo leader.

Quel che è certo è che a oggi l’unico ad aver capito quanto sia importante chiedere scusa sia solo lui. Il tempo scorre, si vedrà chi vorrà seguirlo e capire quali siano le vere battaglie da portare avanti.

L’ESPRESSIONE

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