Sulla carta alleati, ma in realtà? Il centrodestra di Salvini, Meloni e Berlusconi, barra Tajani, continua la sua scalata compatta nei sondaggi, per quel che valgono, ma internamente non se la passa bene. Le crepe continuano ad alimentarsi e sembra quasi che ogni partito continui a rivestire un ruolo ben preciso che difficilmente potrà scrollarsi di dosso.

Fratelli d’Italia infatti continua la sua ascesa a caccia della Lega di Salvini. Meloni può contare sul vantaggio di trovarsi all’opposizione, dove crescere nei sondaggi e farsi apprezzare è sempre molto più facile. D’altronde non si deve rendere conto di nulla quando non ci si trova al governo, e non si deve rispondere delle proprie parole che possono variare da un momento all’altro.

Dall’altro lato c’è il leader del Carroccio, che non può far altro che attendere e giocarsi al meglio le sue carte. Ci sta provando in Europa, dove è chiaro che bisogna avere un ruolo e una certa posizione se si vuole puntare la scalata a Palazzo Chigi. Sua infatti l’idea di unire i tre gruppi che rappresentano il centrodestra: «Id, Ecr e Ppe con Orban: è il momento di mettere insieme il meglio dei tre gruppi per essere determinanti nel Parlamento europeo. Spero che nessuno abbia gelosie o chiusure, in gioco c’è l’Europa».

Solo che in Europa c’è da tempo chi lavora a questo, come sottolineato dal capodelegazione di FdI e Ecr Carlo Fidanza. «Da presidente dei Conservatori europei Giorgia Meloni è impegnata ogni giorno per allargare la famiglia di Ecr a chi condivide i nostri valori». Una stoccata in parte e un modo per richiamare l’attenzione su chi davvero la merita, Giorgia Meloni. Un fare e disfare che intanto logora l’alleanza, vedi il fatto che per il momento di candidati per le comunali non ce ne sarebbe neanche l’ombra.

Ma come detto i partiti di centrodestra sono tre, e il soggetto in questione è incarnato da Tajani. Il gruppo che più di ogni altro incarna lo spirito europeista e che si ritrova costretto tutti i giorni a mediare tra i due alleati. «In Italia il centrodestra è unito ma tutto ciò non può essere trasportato in Ue: per il Ppe è impossibile fare un accordo con Id. Non possiamo rinunciare alla nostra identità. Salvini fa parte del governo Draghi e ha fatto una scelta europeista, altri no: Afd e Le Pen che sono alternativi culturalmente a noi, sono antieuropeisti».

E Salvini intanto è passato da essere in cima alla lista dei leader politici a dover dividere la fama con Meloni. In vista delle elezioni un ottimo punto a favore, ma anche un punto a sfavore in caso di vittoria. Chi entrerà a Palazzo Chigi? In attesa di nuovi sondaggi e nuove tematiche da affrontare, la vera partita verrà giocata nel 2022 per le elezioni del Presidente della Repubblica. Senza dimenticare che tutto sarebbe vano in caso di ritorno in auge dell’alleanza Ursula. Tajani non può fare il mediatore a vita.

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