Sarà stata una questione di educazione o di serrare le fila, ma l’intervento di ieri sera di Matteo Salvini dalle parti di Otto e mezzo ha rappresentato un modo per far cessare tutte le voci che da giorni parlano di un centrodestra in crisi. A domanda diretta infatti della Gruber, insieme al direttore Massimo Giannini, sul possibile tentativo di Lega e Forza Italia di far perdere le amministrative a Meloni la risposta arriva secca.

«Vado d’accordo con Giorgia Meloni e Berlusconi». Insomma il centrodestra dipinto da alcuni giornali in realtà non esiste. Il blocco viaggia compatto, anche se è pur vero che i nomi dei candidati per le varie grandi città ancora non ci sono e non è chiaro neanche chi possano essere. Anche in questo caso Salvini riesce a mettere tutti d’accordo. «Domani incontro tre possibili candidati. Io gioco per vincere. Milano e Roma? Abbiamo tanti candidati, il PD invece ha preso Gualtieri e lo ha lanciato su Roma. Settimana prossima decideremo».

Il problema è solo capire se la data dovrà slittare ancora una volta o meno. Qualora si riuscisse a trovare una sintesi sarà importante capire chi sarà non tanto il candidato quanto piuttosto il partito che dovrà correre a Roma, visto che la Capitale rappresenterà il vero scontro con il blocco di centrosinistra che, nonostante tutto, al momento si trova davanti. Ma Salvini riesce a far capitalizzare tutta l’attenzione su un’altra dichiarazione.

Il leader della Lega ha infatti cambiato radicalmente posizione in merito al futuro del Quirinale. Se fino a pochi giorni fa il successore designato per Mattarella era Mario Draghi, così da permettere un ritorno alle urne anticipato con conseguente vittoria del centrodestra (stando ai sondaggi), adesso la volontà è quella di sostenere il premier fino al 2023, ossia fino a fine legislatura. Spingere per l’ex Bce al Colle avrebbe rischiato di isolare Salvini, visto che Berlusconi lo stima e il ritorno dell’alleanza Ursula serpeggia sempre nell’aria. Meloni dal canto suo non avrebbe appoggiato il Presidente del Consiglio, visto che ha scelto di non sostenerlo neanche per Palazzo Chigi figurarsi per il Quirinale.

Ma la domanda allora sorge spontanea, chi vuole candidare Salvini nel 2022? Il tempo è ancora molto e c’è modo di pensarci con calma e in maniera più tattica con i propri alleati. Non come per le amministrative, dove il tempo scorre e al momento la situazione nonostante le rassicurazioni resta un incognita. Restiamo in attesa.

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