Quale scintilla scatta nella mente creativa quando questa predispone l’ingresso che comunemente chiamiamo ispirazione?

L’arte chiama arte. Il godimento della bellezza, lo straniamento della provocazione, il rigetto dell’orrido sono solo alcune delle miriadi di emozioni che un qualsiasi gesto è in grado di suscitare quando si presenta dinanzi agli occhi di uno spettatore. Il gesto creativo si manifesta con o senza una ragione di esistere, possiede la sicurezza sufficiente a perdurare nel tempo senza soddisfare necessariamente l’esigenza di avere uno scopo. 

Come afferma Maurice Blachot ne Lo spazio letterario , l’ispirazione è in grado di rapire l’artista, portarlo al naufragio in regioni di cui non ha conoscenza e metterlo quindi alla prova per appropriarsi di un nuovo spazio. Tornare da tale esperienza di perdizione e incanalare il bagaglio raccolto in una versione migliore di quello trasportato alla partenza è ciò che nominiamo come talento.

L’ispirazione è quella forza sottile che innesca di colpo il processo della creazione. Creare plasmare e manipolare la materia per un artista è motivo di vita. La mescolanza delle arti è molto spesso il carburante che brucia e produce il principio di quello che sarà un lavoro levigato dal talento e dall’esperienza.

La convivenza di forme d’arte differenti è da sempre protagonista nella carriera di Giuseppe Salvatori, artista romano classe 1951. Negli anni 70 Giuseppe Salvatori, agli albori della sua carriera di pittore, è protagonista di una scena intellettuale variegata. La presenza e il contatto con creativi di diversa natura abituano il modus operandi dell’artista che frequentemente vede la contaminazione di più discipline creative

La letteratura è da sempre un universo capace di accompagnare la vita dell’uomo, svelando le verità apparentemente nebulose della vita e suscitando un’instancabile brama di esplorazione del mondo. 

Anche per Salvatori, come per molti altri artisti, il desiderio di arricchimento può passare attraverso le pagine di un libro. L’influenza delle letteratura stenta ad abbandonarlo. Anche oggi, raggiunta l’eta matura, l’artista mutua dall’universo letterario immagini e concetti che poi rielabora e proietta nelle sue opere figurative.

L’attuale produzione di Giuseppe Salvatori si concentra nella realizzazione di opere figurative su superfici di legno. La ricerca sull’utilizzo della tempera è oggi ad uno stadio definito ma è un’ossessione che l’artista porta avanti fin dagli anni ’80, la decade in cui si propone l’obbiettivo di riscoprire i maestri delle avanguardie del primo novecento, troppo presto dimenticati. 

Gli anni della politica attiva e militante che seguirono la fine del boom economico del secondo dopoguerra sono lo scenario in cui Salvatori si presenta come un artista di rottura. La pittura doveva riappropriarsi della sua identità e per farlo doveva spingere via il gigante dell’arte concettuale che ormai sedeva comodo tra i salotti dei collezionisti e i muri di ogni museo e galleria.

La pittura figurativa è quindi la strada di Salvatori che si impegna a seguire. Lo scopo era di elevare nuovamente il riconoscimento di una disciplina messa al bando da una generazione che ha disconosciuto prematuramente l’eredità dei grandi che l’avevano preceduta. La letteratura è stata la compagna di cui Salvatori aveva bisogno per ottenere la legittimazione che cercava attraverso il disegno e la pittura. 

Oggi quel desiderio è esaudito e lo sposalizio tra arte e letteratura ancora può essere celebrato: lo dimostra l’esposizione da poco conclusa nella galleria d’arte romana Canova 22, dove Salvatori ha esposto una delle sue ultime opere.

Una tavola di legno decorata rievoca la sagoma di una gondola che culla i naviganti e segue il ritmo di una Canzone Veneziana trasportandoci nelle pagine in cui si racconta di Giacomo Casanova e delle sue fughe tra i canali della serenissima. 

Il ritmo, la musica e l’immagine si mescolano ancora per far bruciare la prima scintilla di quell’immortale spettacolo che è la nascita dell’ispirazione, di quel grande spettacolo che è la vita. 

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