Esiste un limite a tutto direbbe qualcuno. Ma molto spesso capita che quel confine resti nascosto, un mistero, finché non si sceglie di superarlo. Che lo si faccia volontariamente o meno quando ciò accade però è troppo tardi. E oggi, 11 giugno 2021, quel limite è stato superato. Ancora una volta.

Ma facciamo un attimo chiarezza. Questa mattina su un quotidiano X è stata pubblica un’intervista a un medico/esperto di turno Y che, tra le altre cose, a un certo punto riferendosi agli open day di AstraZeneca dice: «Sono iniziative molto discutibili. I ragazzi puntano ad ottenere il green pass, la carta per viaggiare e accedere a eventi di massa, non pensano ai rischi anche perché da giovani ci si sente invincibili e non si pensa al peggio».

È evidente dopo aver letto questa affermazione quale sia il confine che è stato superato. In Italia da sempre è stato necessario trovare una sorta di capro espiatorio per qualcosa che non andava bene. Qualcosa non funziona in questa città? Colpa della precedente amministrazione. Questo modo di fare le cose è sbagliato? Ma quelli prima lo facevano così. E si potrebbe continuare molto. Il meccanismo non si è interrotto neanche durante la pandemia.

Non credo ci si sia dimenticati delle inchieste sulla famosa movida dei ragazzi che non faceva che causare contagi in ogni dove. Eppure alla fine i dati dipingevano un’altra realtà, che vedeva i luoghi di lavoro e la categoria “genitori” come una di quelle che più di ogni altra rischiava di trasmettere il virus. E adesso lo stesso principio sta tornando in auge anche sulla questione vaccini.

I giovani hanno rinunciato per più di un anno a vivere come si era sempre fatto per proteggere le categorie più a rischio. Cosa sacrosanta sottolineo io. Lo stesso sacrificio è stato fatto quando si è arrivati a parlare di vaccini. Prima gli over 60 e le categorie di rischio. Ripeto, cosa sacrosanta! E allora mi domando, perché mai qualcuno dovrebbe prendersela con i giovani per aver aderito in massa a una campagna che permette loro di avere il vaccino?

Perché forse sarebbe più corretto prendersela, figurativamente sia chiaro, con tutta quella categoria che ha scelto di rinunciare al vaccino. I giovani erano quelli meno colpiti dal virus, ma hanno fatto di tutto per proteggere quelli più anziani di loro. Gli anziani erano quelli che avrebbero assorbito meglio il vaccino di AstraZeneca, ma hanno scelto di scartarlo, di lasciarlo andare. Chi sarebbe irresponsabile in questo caso? Chi non ha pensato ai rischi per gli altri?

Chi scrive è un giovane che non cerca di portare avanti la retorica del famoso conflitto generazionale. Non è questo il problema. Il grattacapo semmai riguarda questo continuo colpevolizzare e discriminare i giovani per ciò che fanno. Il punto è che il vaccino altro non è che uno dei tanti problemi che i giovani provano a risolvere con le proprie forze, aggrappandosi a ogni opportunità per vivere. Sia chiaro, non si tratta di retorica da strada o dello “stare al mondo”, quanto piuttosto della necessità di dovercela fare con le proprie forze in ogni frangente. Questo perché altrimenti chi può davvero aiutare?

Per fare un esempio diverso, quando il segretario del Partito Democratico pensa a una tassa per aiutare i giovani non deve stupirsi se non riesce a fare breccia. Il motivo è politico? Ovviamente no, non conta nulla la propria ideologia o lo schieramento per cui si tifa. Il punto è che a un giovane interessa avere la possibilità di emergere nel mondo del lavoro, di potersi costruire una vita almeno simile a quella che la generazione più anziana vive in questo momento, di avere le stesse opportunità che hanno avuto altri prima di lui. È chiedere troppo?

Quanto accaduto nel mondo dovrebbe aver cambiato radicalmente il modo di pensare e vedere le cose anche più banali. Sarebbe quindi il caso di smetterla di trovare capri espiatori e prendersi ognuno le proprie responsabilità, parlando seriamente e a cuore aperto. Nessun giovane si vaccina per il green pass, neanche fosse un oggetto di valore. Lo fa per tornare a vivere. È così brutta come cosa? Secondo me no.

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