Cose che non vedevamo da tempo. L’Italia con l’arrivo di Mario Draghi continua a percorrere la strada di Paese che rinasce e che anche, e soprattutto, in Europa si ritaglia il suo spazio. Che il premier fosse una garanzia per i mercati internazionali e le istituzioni dell’Unione era cosa che in molti sapevano. Che però il Presidente del Consiglio sarebbe stato capace di rinsaldare i punti cardine della politica estera italiana e di ritagliarsi un ruolo sempre più da protagonista non era cosa scontata.

Nel bilaterale andato in scena nella giornata di ieri con Angela Merkel è possibile tirare una somma molto generale ma che non può che far piacere. La sensazione è quella di una Cancelliera in uscita, visto che il 26 settembre la Germania tornerà al voto e lei non sarà più presente tra i candidati, che ha deciso a chi lasciare, per il momento, la propria eredità. Ecco dunque che la fortuna italiana di poter contare su Mario Draghi diventa doppio. Da un lato avere l’ex Bce ci ha permesso di superare a pieni voti l’esame del Recovery Plan a Bruxelles. Dall’altro lato ci permette di rioccupare una posizione di spicco in Europa.

Il fatto che la Merkel non sarà più sulla scena politica internazionale e che la CDU non abbia trovato, ancora, un candidato simile a lei è cosa evidente. Eppure c’è un grande “ma”, visto che la legacy della Cancelliera tedesca almeno in Europa dovrà essere tramandata a qualcuno. E quel qualcuno, a quanto pare, sarà proprio Mario Draghi che salvo sorprese viene così blindato fino al 2023 tra le mura di Palazzo Chigi. Niente da fare per tutti quelli che sognavano il premier al Quirinale il prossimo anno, Draghi aiuterà l’Italia solo se sarà ancora al posto che attualmente ricopre.

In attesa infatti che un altro Cancelliere possa in qualche modo ereditare il peso della Merkel potrebbe essere almeno per il prossimo anno proprio Draghi a dirigere i lavori in Europa. Come detto qualche giorno fa quando Draghi parla gli altri ascoltano attentamente e dunque chi meglio di lui potrebbe guidare l’Unione verso passaggi chiave per il futuro? Si pensi solo alla patto di stabilità per esempio, grande argomento che presto o tardi dovrà essere affrontato.

Intanto il premier fa capire di essere sulla stessa lunghezza d’onda della Merkel in una conferenza stampa congiunta, fatto che non avveniva da molti anni e che è sintomo di grande rispetto da parte della Cancelliera: «Il rapporto tra Italia e Germania è profondo, duraturo e solido. Sono due Paesi fondati sull’europeismo e sull’atlantismo. Le posizioni nei confronti di Usa, Russia, Cina e Nordafrica sono molto molto vicine». Sembra una chiara dichiarazioni di richiesta di continuità di quanto fatto dalla Germania in questi anni e chi meglio dell’ex Bce può rivestire questo ruolo?

Ci sentiamo di azzardare una risposta a questa domanda con una semplice parola: nessuno. Draghi è stato l’angelo custode dell’Italia nel maggior momento di bisogno e, si può azzardare, che ripeterà le proprie gesta anche a favore dell’Europa. Certo un anno non è molto, ma abbastanza per lasciare la strada segnata per il suo successore che dovrà ripassare in continuazione il mantra europeismo e atlantismo senza mai dimenticarsene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...