Gli Europei sono iniziati e come sempre la grande euforia che brucia nello spirito delle tifoserie e degli amatori più occasionali si riaccende. L’estate 2021 sarà il momento della rinascita, dell’ebbrezza e della voglia di condividere le stesse gioie e le stesse emozioni che troppo a lungo abbiamo lasciato sopite.

Il calcio è lo sport per eccellenza in Europa e il campionato europeo testimonia sempre la grande passione che le varie nazioni riservano per il gioco del pallone.

La sfera che corre sul prato e che tutti i giocatori rincorrono catalizza lo sguardo di milioni di spettatori e non è quindi un oggetto che può essere realizzato con leggerezza.

Quest’anno il pallone ufficiale degli europei 2020 porta il nome di Uniforia, una crasi tra i termini anglosassoni Unity e Euphoria. 

Dietro il progetto che ha anticipato la realizzazione troviamo la figura di Anika Marie Kennaugh, product manager per Adidas da più di 7 anni. Il brand ha ormai abituato i tifosi a trovare il suo logo sui palloni dei tornei calcistici più prestigiosi. 

Fin dal 1968 Adidas si occupa di realizzare la sfera di cuoio con un design sempre moderno e al passo con i tempi.

In questa annata piena di speranze per un futuro radioso e libero da quelle costrizioni che hanno imprigionato tutti noi in una drammatica gabbia di tensione e incertezza, Adidas ha deciso di imprimere un disegno dal significato profondo. Le linee dal colore flou che adornano la bianca sfera sono sovrapposte a pennellate nere che riprendono le cromie del font e dei loghi presenti sul pallone ufficiale degli Europei.

Quella sfumatura che non definisce un limite netto ed è proprio l’elemento chiave del messaggio che vuole essere trasmesso: siamo un continente fortemente diversificato ma che deve godere delle sue differenze convertendole in valori comunitari. I confini sono elementi immateriali e sopratutto non devono testimoniare volontà di divisione.

La capacità di astrarre un concetto è quello che ha saputo sempre distinguere l’uomo da qualsiasi altra creatura. L’astrazione è ciò che ha reso possibile muoverci come gruppi fin dall’alba dei tempi: L’uomo si riconosce nel suo prossimo, anche se con esso non ha condiviso esperienze real, poiché individua in un’idea il nesso tra il singolo e la collettività e sa attraverso di essa rintracciare i propri simili.

Uniforia rappresenta un esempio di questa astrazione: un concetto che unisce e che tutti trovano riconoscibile. L’arte e l’immagine sono gli strumenti che l’uomo ha sempre messo in campo per dare un corpo a quelle idee così poco materiali. 

Lo sport è da sempre un grande motore di convivenza e collaborazione. Anche se ancora oggi alcune tifoserie si macchiano la coscienza con azioni a stampo razzista e xenofobo, il calcio rimane uno degli sport più inclusivi e di sicuro è quello che è riuscito a costruire un immaginario ricco di diversità culturali che convivono grazie alla passione per il gioco.

Quest’anno il campionato europeo inoltre è caratterizzato da dinamiche inusuali: l’assenza di un’unica nazione ospitante, ma anzi la dimensione paneuropea del campionato, si riallaccia alla volontà di inviare un messaggio importante sia dal punto di vista sociale e, perché no, anche politico.

Fin dal 1992, durante i lavori portati avanti dai capi di stato delle nazioni che diedero vita a quella che oggi conosciamo come Unione Europea e che, per comodità storica, vedono il loro punto cruciale nella firma del trattato di Maastricht, si è portata avanti la convinzione che è attraverso la cultura che i popoli tanto diversi avrebbero trovato un loro equilibrio.

In questo 2021 possiamo affermare che lo sport è cultura, ed è grazie a eventi come quello calcistico che stiamo in queste ore tanto appassionatamente seguendo che possiamo cogliere quel bagliore che avevano indicato i padri dell’Europa moderna.

Uniforia non è una semplice sfera da calciare, è un simbolo. 

Il popolo europeo, così ricco di antiche tradizioni e peculiarità per ogni nazione che lo compone, si raccoglie intorno ad uno stadio, una piazza, un televisore da 40 pollici per celebrare quella grande sfida che 60 anni fa era stata lanciata e che ancora dimostra di poter essere vinta. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...