In uno dei poli più effervescenti della scena artistica contemporanea della capitale, il quartiere Monti Tiburtini, Giovedì 24 giugno ha inaugurato la sua mostra personale Vittorio Campana. Nello spazio espositivo Fondamenta Gallery, supervisionato dalla redazione di Inside art, apre al pubblico la mostra “Artchitetture”.

La fotografia è il medium prescelto dall’artista per far prendere forma ad una visione della Città completamente diversa rispetto ai canoni a cui siamo normalmente abituati.

Campana si concentra sulle architetture della capitale attraverso un occhio selettivo e mirato a valorizzare le artificiose geometrie della giungla urbana Romana. 

I luoghi prescelti colgono attimi luminosi in cui l’architettura è protagonista di un’analisi sintetica: ogni scatto è capace di valorizzare tanto le seducenti simmetrie quanto le caotiche asimmetrie che compongono uno dei nuclei urbani maggiormente stratificati al mondo, caratterizzato dalla pluralità di stili architettonici che lo hanno nei secoli progressivamente costituito.

Le fotografie di Vittorio Campana sono un esempio di sperimentazione riuscita: la scelta di stampare i risultati degli scatti su plexiglass garantisce un’innovativa presentazione dei soggetti che godono di una singolare tridimensionalità. 

La prospettiva che Campana suggerisce nell’atto dell’osservazione dei risultati del suo lavoro non è infatti univoca. L’effetto della trasparenza del materiale plastico su cui le fotografie sono cristallizzate acquisisce potenziale differente di spettatore in spettatore: ogni sguardo può dare l’occasione di scorgere un nuovo dettaglio all’interno di una scena in apparente continua trasformazione. 

Il sapiente uso della luce è la chiave per cogliere lo spirito in perenne fermento di una città che necessita di una nuova mitizzazione.

L’architettura manifesta da sempre i bisogni e le volontà dell’uomo che nella sua epoca plasma la materia e vincola lo spazio rispetto a quelli che sono i suoi desideri.

Campana si fa testimone di questa nuova dimensione urbana, una divergente inquadratura che delinea un abbandono del monopolio classicheggiante e da nuovo slancio ad una figurazione minimalista, senza eccessi, spesso senza colori avvolta da una candida luce straniante

Il monumento architettonico è assoluto protagonista, impera sulla misera dimensione dell’uomo che non è al centro della scena ma non è totalmente assente. La presenza dell’individuo è semplicemente funzionale alla presentazione di un ciclopico prodotto del suo genio che convive con l’elemento naturale e si intreccia con esso.

Lo scopo della disciplina della fotografia è strappare all’inesorabile scorrere del tempo la vita di un attimo che sarebbe scomparso per sempre se non intrappolato in una pellicola. Imprimere quell’immagine su una superficie ha lo scopo di renderla eterna e raccontare una storia che non sarebbe altrimenti stata ricordata. 

La narrazione quindi è l’anima di un progetto come quello di campana, volto a dare nuovo fascino a un mondo in evoluzione. 

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