Dialogo con Mons. Paolo Nicolini e Dott. Matteo Alessandrini

Perché un museo esiste?

La reale funzione del museo è quello di educare, ogni individuo deve essere incluso nell’attività di impreziosimento delle sue risorse e del suo bagaglio senza distinzione alcuna.

La comunicazione di un museo deve quindi essere stratificata e resa fruibile da uno spettro particolarmente ampio e variegato, al fine di far cogliere la stessa informazione da differenti prospettive.

Cosa vuol dire educare ?

L’etimologia ci suggerisce che il vero significato di tale parola è :”tirare fuori”.

Dato questo quindi, si suppone che la conoscenza sia già insita in ognuno di noi. Resta da scoprire, quindi, in quale modo l’apprendimento faccia fuoriuscire le informazioni per saperle somatizzare e quindi trarne giovamento.

L’istituzione museale si trova oggi a dover far fronte ad un’ondata di rinnovamento che può presentare nuove occasioni di crescita e fruizione del patrimonio ma domani potrebbe anche dimostrarsi una valanga da cui è complesso sfuggire.

L’affluenza dei musei vaticani in questi giorni sta toccando picchi altissimi e questo è un risultato raggiunto soprattutto grazie alla capacità di raccontare oltre che custodire un patrimonio unico.

Sul sito web dei musei vaticani è oggi presente una serie di percorsi multimediali gratuiti, e così sempre rimarranno, conferma il Mons. Paolo Nicololini, vice direttore e responsabile diretto dell’amministrazione dei Musei Vaticani. 

Questo però non potrà mai sostituire l’esperienza reale all’interno delle sale del museo. Il museo è un luogo dove vive e lavora una comunità.

Il fine di tale comunità è quello di far vivere delle esperienze. L’esperienza ha il fine di far sopravvivere la memoria di una storia

Mons. Nicolini afferma che il museo non è un mausoleo, ma un luogo effervescente, dove il lavoro delle persone (nel caso dei museo Vaticani se ne contano parecchie centinaia) è il vero fuoco che manda avanti una macchina miracolosa. 

Il lavoro guidato dalla visione del Mons. Nicolini ha dato prova di  avere un carattere particolarmente rivoluzionario. L’umiltà e l’amore per il “fare” sono dei fattori impossibili da ignorare e si colgono quindi questi caratteri anche nelle operazioni portate avanti, in particolare durante l’ultimo periodo pandemico dove il pericolo dell’annichilamento era dietro l’angolo. 

I musei Vaticani hanno dato prova di serietà e coerenza con la il totale rimborso dei biglietti non sfruttati a causa del lock down ma anche una fortissima volontà di rinnovo grazie alle strategie di social e influencer marketing.

La sfida di aprire un profilo Instagram ufficiale è sicuramente un simbolo di questa nuova visione, ricca di messaggi finalizzati a incarnare il principio di inclusività che lo stesso Papa Francesco I ha  voluto far divenire centrale dal primo giorno in cui ha ottenuto il ruolo di pontefice.

La volontà di fondo di mettersi in gioco è stata accesa proprio all’inizio della pandemia, racconta il dott. Matteo Alessandrini.  L’arrivo di questa novità ha ovviamente previsto degli scontri. 

Nonostante questo, è stato possibile dimostrare l’efficacia di questa strategia in breve tempo e l’effetto dell’influencer marketing avviato dalla prima riapertura dopo il primo lock down è stato presto tangibile. Il numero di prenotazione di biglietti per entrare nelle sale dei musei vaticani si è immediatamente impennato. 

I numeri parlano chiaro: l’età media dei visitatori ha avuto un netto abbassamento. 

La presenza su Instagram dei musei vaticani presenta inoltre un’attenta idea di diversificazione dei linguaggi usati nei contenuti che vengono condivisi sulla piattaforma.  L’arma dell’ironia viene ben dosata e accompagnata da una costante attenzione al rigore scientifico che contraddistingue la formulazione di proposte che non perdono mai la loro valenza contenutistica. 

Un’istituzione culturale ha necessità di dimostrarsi preparati non soltanto dal punto di vista della comunicazione, afferma il Dott. Matteo Alessandrini, ma alla veridicità e correttezza delle informazioni che vengono condivise. Il valore aggiunto delle campagne social dei musei vaticani è il saper calibrare il Tone of Voice.

I Musei Vaticani dimostrano che la storia secolare dell’istituzione culturale più importante del mondo cattolico non impedisce di leggere correttamente la contemporaneità, adattarsi alle contingenze e sfruttare le potenzialità di un presente complicato ma che nasconde un grande potenziale.

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