La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ha abituato il suo pubblico all’assenza di banalità e ogni esposizione temporanea organizzata all’interno del museo non smentisce le aspettative. 

Fino al 10 agosto 2021 La Galleria Nazionale ospita la mostra Izaskun Chinchilla – Cosmowomen. Places as Constellations. L’esposizione viene accolta dal grande salone centrale del museo e ospita tre colossali strutture che rimandano il nostro immaginario alle sfere armillari. 

Proprio come lo strumento originariamente ideato dal genio di Eratostene, intellettuale ellenico, per noi ancora oggi celebre per aver misurato con estrema precisione nel III A.C. la circonferenza della terra, le strutture in mostra vanno a definire un complesso e articolato universo

In questa galassia ridotta in scala viaggiano corpi celesti proprio come nel reale cielo che circonda il nostro globo terrestre. 

Questo interstellare scenario viene riprodotto attraverso immagini e visioni di modelli innovativi di un futuro sostenibile ed inclusivo nati dal talento di 67 donne architette.

Il trio di strutture realizzato dalla Chinchilla è composto da materiali totalmente sostenibili, simbolicamente scelti per dare identità al numeroso gruppo di progetti (sono in totale 75, accompagnate da 283 immagini grafiche) riprodotti con estrema minuzia su tutte le pareti della grande sala. 

La ricerca di Izaskun Chinchilla mira da anni a presentare gli immensi benefici che il settore dell’architettura potrebbe godere se raggiungesse standard di inclusività maggiori nei confronti di professionisti di sesso femminile. L’apporto tecnico  e le idee che riuscirebbero a dare le giovani menti di donne appassionate e preparate come quelle raccolte all’interno di Cosmowomen sono oggi ancora sottovalutati. 

Il Gender Gap denunciato dall’architetto mette in luce però non le mancanze, piuttosto preferisce combattere la mancanza di eguaglianza con  tono propositivo.

L’arte del creare e del riadattare tipico del mestiere dell’architetto prende nuovo slancio grazie al sano desiderio di migliorare un mondo che oggi sentiamo troppo spesso come estraneo ai nostri reali bisogni.

L’architettura nasce per risolvere i problemi degli uomini all’interno di uno spazio ed è proprio questo obbiettivo che i progetti messi in esposizione vogliono raggiungere. 

La presentazioni di un domani realizzabile, in cui convivere con il prossimo e con il pianeta in maniera sostenibile e inclusiva, non mette in discussione la possibilità di non ripartire dalle macerie, ma anzi di cogliere ogni elemento positivo che la tradizione ci ha tramandato. 

Il concetto di collettività e condivisione sono alla base di un progetto complesso che non da solo l’idea di un domani rinnovato ma anche di un futuro permeato di rispetto.

Cosmowomen. Places as Constellations è qualcosa di più di una mostra, è un vero e proprio manifesto, una visione di capillare ridefinizione sociale e identitaria. 

Le donne sono il motore di questo progresso che sta passo dopo passo avvicinando ciò che troppo spesso abbiamo sbagliato a definire utopia.

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