✒️ – Spigola /’spigola/ s. f. [der. di spiga, con riferimento ai raggi delle pinne dorsali]. – (zool.) [pesce osseo di colore grigio argenteo, con carni ottime, comune nel Mediterraneo] ≈ (region.) branzino, labrace, (region.) luasso, (region.) ragno, (region.) spinola, [non adulti, solo al plur.] (region.) baicoli.

Tranquilli, non state leggendo un pezzo di commento a un piatto a una ricetta. O quasi. Perché se c’è una parola che descrive al meglio la settimana appena conclusa, questa è davvero spigola. Proprio davanti a questo piatto di pesce infatti la politica italiana ha assistito alla larga intesa tra Conte e Grillo, che hanno fatto un passo indietro e ritrovato un’intesa che sembrava impossibile da raggiungere fino a pochi giorni fa.

Merito anche dei sette saggi, ma soprattutto di una situazione precaria e difficile che non faceva che peggiorare i sondaggi di un Movimento sempre più in discesa. Senza parlare dei rapporti di forza all’interno della maggioranza, che vedono Draghi continuare a crescere e tenere saldo il controllo delle operazioni. Non è un caso forse che lo stesso premier la scorsa settimana abbia rivolto alcune osservazioni verso la Raggi, sottolineando come non si possa «aspettare il Giubileo per la gestione ordinaria di Roma».

Ma le amministrative per i grillini restano un’incognita, visto che Raggi non Raggi (considerato che non ha più la maggioranza dei consiglieri dalla propria parte) il futuro capo politico non diverrà tale almeno fino ad agosto. Conte infatti presenterà lo statuto nei prossimi giorni, ma per l’elezione dovrà attendere il voto sulla piattaforma. Da quel momento in poi però la spigola rischia di rimanere indigesta per una delle due parti.

Si perché nonostante siano stati chiariti i rapporti e i ruoli, con la presentazione del nuovo statuto, potrebbe esserci qualche distanza in merito alla gestione delle prossime vicende politiche. In particolare le spaccature si registrano nel rapporto con il Presidente del Consiglio. È una sorta di segreto di Pulcinella quello che vedrebbe un Conte pronto alla guerra nei confronti dell’esecutivo, come allo stesso tempo non è un mistero che Grillo sia convinto e spinga per far in modo che Draghi abbia tutto l’apporto possibile. Alla fine durante le consultazioni lo stesso ex comico aveva dichiarato che l’ex Bce era un grillino.

E il momento della verità potrebbe arrivare a breve e consumarsi in aula, dove dovrà essere discussa la riforma della Giustizia presentata dalla Ministra Cartabia. Conte farà di tutto per difendere l’operato di Bonafede (come dimostrano le sue parole di sabato) e in molti si aspettano sgambetti. Solo che in questo caso il PD di Letta sarebbe costretto a prendere le distanze e incrinare i rapporti in vista delle politiche del 2023. Dall’altro lato però c’è Grillo che non vuole creare problemi a Draghi, e che forse ha messo il suo zampino nel Consiglio dei Ministri che ha visto tutto l’esecutivo (Ministri pentastellati compresi) votare a favore della proposta di riforma. Chissà cosa accadrà e quale sarà il piatto con cui provare a fare nuovamente pace.

L’ESPRESSIONE


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