Avrebbe probabilmente voluto festeggiare in maniera differente Sergio Mattarella i suoi 80 anni. Il Presidente della Repubblica però invece che godersi a pieno il suo giorno, che passerà probabilmente con la sua famiglia, sarà costretto a tenere d’occhio la difficile situazione politica che con il passare dei minuti continua a delinearsi all’orizzonte e che, cosa più importante, lo vede perdere uno dei suoi più grandi poteri: quello che gli consente di sciogliere le Camere.

Il 3 agosto, giorno in cui inizierà ufficialmente il semestre bianco, continua ad avvicinarsi e il governo si trova costretto a una corsa contro il tempo per portare in aula il prima possibile il testo per la riforma della giustizia. Ci sarà molto di cui dover parlare e i partiti sembra stiano facendo di tutto per far rinviare la discussione di un’altra settimana. Proprio quella in cui il Presidente perderà uno dei suoi grandi poteri.

Certo restano aperte delle ipotesi attraverso cui Mattarella possa comunque far sentire la sua moral suasion, anche se il timore di tornare al voto sarebbe un’ipotesi particolarmente complicata. Al Presidente infatti resterebbero le armi della nota alle Camere, in cui esplicitamente può far sentire la propria posizione. In alternativa ci sarebbe la possibilità di dimettersi, costringendo il Parlamento a votare un nuovo Presidente e dando potere a quest’ultimo di sciogliere le Camere.

C’è un ma in tutta questa storia però, visto che così facendo il rischio di far slittare le riforme in programma è praticamente certo. E un qualunque ritardo significherebbe correre il rischio di un blocco dei fondi da parte di Bruxelles. Un rischio troppo grande da correre. Per questo la mediazione, come dimostrato dalla conferenza stampa di ieri sera, passerà soprattutto attraverso Palazzo Chigi. Draghi, il più grande alleato di Mattarella, farà di tutto per non cedere ai ricatti dei partiti e portare in porto le riforme necessarie.

Festeggerà dunque in questo clima il Presidente. Senza parlare poi della discussione relativa al suo successore che, secondi alcuni, potrebbe essere come fece Napolitano lui stesso. Discorso che al Quirinale al momento non vogliono neanche sentire per scherzo. Mattarella è stato chiaro, è stanco e il suo settennato è giusto che si concluda come previsto dalla Costituzione. Sarebbe forse il caso che anche chi non vuole capirlo ci ragioni un secondo. Così come si dovrebbe ragionare sulla necessità di non fare la guerra in un momento così delicato per il Paese. Sarebbe un bel regalo di compleanno. Almeno noi confidiamo in questo. Auguri Presidente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...