Nella giornata di ieri è iniziato ufficialmente il semestre bianco. Quel periodo di sei mesi all’interno del quale il Capo dello Stato va esaurendo sostanzialmente il suo mandato e per questo motivo viene privato di uno dei più grandi poteri di cui dispone: quello di sciogliere le Camere. Il venir meno di questo vantaggio tattico in un momento politico così fondamentale rischia di diventare pericoloso per la tenuta del governo.

Certo Mattarella potrebbe sempre minacciare di dimettersi e risolvere il problema allo stesso modo, visto che il Parlamento in quindici giorni dovrebbe eleggere il nuovo Presidente della Repubblica che come primo atto non potrebbe far altro che sciogliere le Camere. Ma tutto questo non dovrebbe verificarsi, perché in ballo oltre che alcune poltrone ci sono soprattutto i soldi da Bruxelles. Sarebbe difficile, se non impossibile, per ogni formazione politica provare a spiegare poi le motivazioni che hanno fatto perdere più di 200 miliardi di euro.

Per questo motivo la vita politica va avanti, anche se i prossimi sei mesi si preannunciano più che mai scoppiettanti. E in questo senso un primo assaggio è arrivato già nelle ultime ore, sia con l’approvazione della riforma Cartabia alla Camera ( 396 i si, 57 i no, 3 gli astenuti), sia con la presentazione di 1300 emendamenti in Commissione in merito al Green Pass. Di questi 900 sono stati firmati dalla Lega, che pareggia così il numero di emendamenti presentati dal M5S in merito alla giustizia.

Uno scontro continuo, che non permetterà a Draghi di potersi rilassare molto. L’ex Bce non sembra comunque intenzionato a farlo e, non a caso, non concede nulla ai partiti che sostengono la sua maggioranza. Neanche di vincere la partita in merito alla data delle elezioni amministrative. Nel loro continuo discutere qualcuno dalle parti del PD pensava di proporre settembre per chiudere subito la partita, mentre lo stesso Salvini aveva detto che si sarebbe votato il 10 ottobre.

Risultato finale? Il governo ha stabilito che la tornata elettorale si svolgerà il 3 e il 4 ottobre, con eventuale ballottaggio fissato per il 17 e il 18 ottobre. Una via di mezzo direbbe qualcuno, un tentativo di mediare e accontentare tutti. Oppure in alternativa un modo per ricordare che alla fine per quanto si sventolino le bandierine l’ultima parola spetterà sempre a Palazzo Chigi. Il semestre bianco è appena iniziato, ma sembra che di fuochi d’artificio in programma ce ne saranno molti.

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